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Su Mondadori-Rcs il nodo Antitrust

La Borsa dà il semaforo verde al passaggio della divisione Libri di Rcs Mediagroup a Mondadori. Ma ora si attende il via libera definitivo dell’Antitrust, che dovrà vigilare su possibili concentrazioni di mercato.
Nel frattempo, Piazza Affari ha brindato al deal. Per Rcs si potrebbe infatti allontanare il rischio di una ricapitalizzazione e il focus può tornare sul piano industriale. Per Mondadori invece l’attenzione è sulle sinergie che Segrate saprà realizzare diventando leader di mercato nel settore. Sul listino Rcs ha ieri guadagnato oltre il +5%, Mondadori il 2,3%. Nell’ultimo mese il titolo di via Solferino ha invece perso il 3,7%, mentre Mondadoi ha guadagnato il 9 per cento.
La vendita è avvenuta per 127,5 milioni: quindi ai marchi Mondadori, Einaudi, Piemme, Sperling & Kupfer, Frassinelli ed Electa, il gruppo guidato da Ernesto Mauri e Marina Berlusconi aggiunge Rizzoli, Bompiani, Fabbri, Marsilio, Sonzogno ed Etas ma non Adelphi, che Rcs cederà al socio di minoranza. L’operazione di cessione (che ha visto coinvolti gli advisor finanziari Credit Suisse e Lazard, oltre ai consulenti legali Giliberti Pappalettera Triscornia e d’Urso Gatti Pavesi e Bianchi) è stata lunga: più volte si è arrivati vicini alla rottura. Alla fine il prezzo di 130 milioni è inferiore rispetto ai 135 milioni preventivati. Soddisfazione da parte dei vertici di Mondadori: con il presidente Marina Berlusconi che ha puntato «sull’italianità dell’operazione» e l’ad Ernesto Mauri focalizzato «sulla nuova fase» di Segrate.
I giudizi degli analisti sono stati positivi. «Mondadori è riuscita a chiudere l’operazione con uno sconto di 5 milioni sul prezzo, ma si accolla il rischio di eventuali decisioni dell’autorità Antitrust – indica Intermonte Sim – L’impatto è molto positivo per Rcs. L’operazione dovrebbe consentirle di rinegoziare con le banche i termini del debito ed evitare il rischio di un aumento di capitale».
Per gli analisti di Mediobanca Securities «è un’operazione positiva per tutti. Per Rcs perché ridurrà il debito di 100 milioni. Andrà a rafforzare la struttura di capitale del gruppo con un leverage attorno a 3 volte rispetto alle cifre previste per il 2016. L’accordo permetterà poi a Mondadori di creare il leader di mercato con quasi il 35%».
Tuttavia sulla conclusione dell’operazione pesa il via libera dell’Antitrust, che potrebbe arrivare nei prossimi mesi. Il possibile intervento dell’authority è stato l’ostacolo che ha rallentato le trattative. In questa eventualità la casa editrice destinata alla vendita, secondo i rumors, sarebbe probabilmente Bompiani. Oppure potrebbero essere utilizzate altre opzioni per intervenire sul perimetro. Da capire, però, quali saranno le reali implicazioni.
Alcune voci negative all’operazione ci sono state invece in ambito politico. «Ho già detto come la penso sui rischi di questa operazione sul delicato mercato dei libri. Ma ho anche ripetuto dal primo minuto che il governo non può e non deve intervenire. Sarà semmai l’Antitrust a valutare l’operazione» ha spiegato il ministro della Cultura, Dario Franceschini.

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