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“Studio Sky europea” Murdoch conferma Dubbi dell’Antitrust

Rupert Murdoch torna a sparigliare le carte del risiko televisivo in Europa. BSkyB, il network satellitare controllato al 37% dal magnate australiano, ha confermato di avere allo studio la fusione con le altre attività di pay-tv nel continente del tycoon, tra cui quelle di Sky Italia. «I negoziati sono in una fase preliminare — ha detto il gruppo in una nota — . Ma siamo convinti che questa combinazione, al prezzo giusto, possa dar vita a una multinazionale della pay-tv di livello mondiale». In grado, sottinteso, di competere con la Liberty Global di John Malone e con i colossi delle tlc che stanno facendo shopping di diritti televisivi nella Ue. L’operazione allo studio di BSkyb prevederebbe l’incorporazione di Sky Italia, già controllata al 100% dalla Fox e un’offerta su Sky Deutschland (schizzata ieri del 10% in Borsa) di cui Fox ha il 55%. Le nozze satellitari darebbero vita a una realtà con 25 milioni di clienti in 12 diversi paesi europei, in grado di sviluppare importanti sinergie e di presentarsi alle gare per l’acquisizione di diritti con l’atout non solo di un’importante forza di fuoco finanziaria ma anche di una significativa diversificazione geografica.
Il primo vero ostacolo alle nozze delle pay-tv di Murdoch sarà quello delle authority. Londra si è già messa di traverso in passato quando l’imprenditore australiano ha cercato di rafforzare la sua quota in BSkyB. Fox potrebbe però accettare di girare le sue partecipazioni accettando un pagamento parte in contanti e parte in azioni per disinnescare il rischio di interventi dell’antitrust.
La mossa dello “Squalo” è la risposta strategica al piccolo terremoto che sta ridisegnando il mondo delle pay-tv del Vecchio continente. Netflix & C. hanno già messo un piedino in Europa con il business in rapida espansione dei film on demand. I costi dei diritti televisivi — specie quelli per lo sport — continuano a crescere. E in campo sono scesi i colossi delle tlc con l’obiettivo di proporre ai loro clienti un’offerta integrata comunicazioni- televisione-internet: British Telecom ha lanciato un canale sportivo in Gran Bretagna e ha strappato a suon di sterline i diritti di Champions a BSkyb. Telefonica ha appena rilevato da Prisa il controllo dei canali a pagamento spagnoli di Digital +. E uno schiaffo a Murdoch è arrivato dall’Italia visto che Mediaset ha battuto Sky con un’offerta superiore ai 600 milioni per i diritti della Champions tra il 2015 e il 2018. Una dote fondamentale per continuare la ricerca di un partner (si parla di Canal+ e Al Jazeera) per le attività nel settore del Biscione.
Per competere in un mercato in rapidissima metamorfosi come questo, servono spalle forti. E la razionalizzazione in BSkyB degli interessi di Murdoch nella pay-tv ha proprio l’obiettivo di dare al business la massa critica necessaria a reggere l’urto della competizione. Il primo appuntamento di peso per verificarne le ambizioni prima delle nozze è proprio qui in Italia. A giugno partirà l’asta per i diritti tv sulla Serie A. Mediaset è tentata di far filotto con un’altra offerta monstre, sostenuta magari dall’ipotesi di arrivo di nuovi partner. La base d’asta sono gli oltre 900 milioni l’anno garantiti da Infront ala Lega Calcio. Un treno che Sky (con ogni probabilità) non può permettersi di perdere.
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