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Studi di settore più snelli

Studi di settore del 2017: meno informazioni nei modelli e più dati nel cassetto fiscale. È quanto si evince dalla consultazione delle prime bozze dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore per il periodo d’imposta 2016 da allegare alla dichiarazione Unico 2017, disponibili da ieri sul sito internet delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it).

Sempre da ieri i contribuenti ai quali si applicano gli studi di settore troveranno all’interno del loro cassetto fiscale tutta una serie di informazioni relative all’annualità 2014 aggiuntive rispetto a quello finora presenti.

Nello specifico potranno trovare evidenza e potranno essere consultate on line: eventuali anomalie telematiche relative agli studi di settore presentati negli anni scorsi, gli inviti alla presentazione dei modelli ricevuti dall’Agenzia delle entrate e le risposte a suo tempo fornite dai contribuenti stessi o dai loro intermediari abilitati anche attraverso l’apposito software «Segnalazioni».

Tornando alle bozze dei modelli degli studi di settore del prossimo anno non si può far a meno di notare la coincidenza temporale fra la notizia dell’evoluzione dello strumento di accertamento in strumento di pura compliance dichiarativa, e la presentazione dei nuovi modelli. Questi ultimi, stando anche ai contenuti dell’apposito comunicato stampa diffuso nella giornata di ieri dall’Agenzia delle entrate, sono stati oggetto di una specifica cura dimagrante che ne avrebbe alleggerito la quantità delle informazioni richieste ai contribuenti. La riduzione del numero di informazioni richieste, se confermata anche al momento dell’approvazione definitiva dei modelli, dovrebbe alleggerire i tempi di lavorazione dei contribuenti e ridurre i rischi di errore nell’inserimento dei dati.

La diminuzione delle informazioni richieste nelle bozze dei nuovi modelli degli studi di settore per il 2017 può essere spiegata anche alla luce del suddetto processo di superamento dello strumento che proprio dal prossimo anno inizierà il percorso di sperimentazione.

I nuovi indicatori di compliance che sostituiranno progressivamente gli studi di settore, saranno costruiti secondo logiche e percorsi del tutto differenti per cui è probabile che durante questa fase i modelli dati vengano progressivamente affinati per preparare l’avvento dei nuovi strumenti.

Del resto anche gli ultimi dati diffusi dalla Corte dei conti in relazione all’utilizzo degli studi di settore in accertamento hanno dimostrato come questa metodologia abbia ormai segnato il passo dei tempi per cui appare utile evitare un accanimento nelle richieste di dati e informazioni in relazione a uno strumento il cui prossimo destino appare ormai inevitabilmente segnato.

Andrea Bongi

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