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Studi di settore, addio in due tempi

Oltre 40 articoli che vanno dalla riapertura della voluntary alla lotta all’evasione Iva, con le comunicazioni dei dati di tutte le fatture e l’addio a tappe degli studi di settore. Non solo. Il decreto legge oltre alle misure di natura fiscale è pronto a imbarcare anche le norme per coprire le cosiddette spese indifferibili di fine anno. Tra queste il finanziamento con 600 milioni di euro del fondo occupazione, il trasferimento alle Ferrovie dello Stato di 340 milioni, il contributo di 600 milioni alla società di trasporto della Campania, nonché 90 milioni destinati alla Regione Molise a copertura dei debiti con Trenitalia. Per le spese di prima accoglienza dei migranti il decreto stanzia 600 milioni e altri 100 destinati ai sindaci per la loro ospitalità. Saranno 925 i milioni, invece, destinati al fondo Pmi agroalimentare e 60 milioni per prorogare l’unità tecnica di Palazzo Chigi per la liquidazione della gestione straordinaria dei rifiuti in Campania. Complessivamente si tratta di oltre 2 miliardi, di cui 500 milioni coperti con un taglio lineare sugli stanziamenti dei ministeri e 1,5 miliardi con il Fondo di Palazzo Chigi. Dal decreto potrebbe uscire, solo per confluire nel disegno di legge di bilancio, la rottamazione dei ruoli su cui i nodi da sciogliere sono ancora molti a partire dalla possibilità o meno di poter definire in via agevolata anche le cartelle di Equitalia con l’Iva, su cui l’Europa potrebbe dire sempre la sua stoppando almeno in parte l’operazione (si veda il servizio a pagina 47). Anche sulla voluntary disclosure per il contante sarebbe in corso una riflessione: alla fine con tutta probabilità si farà, ma con una stretta maggiore su chi certifica il falso. In altri termini, la “punizione” sarà più pesante se il contribuente o chi per lui dichiara che le somme da regolarizzare sono frutto di evasione mentre la GdF e l’agenzia delle Entrate scoprono che, invece, sono introiti ascrivibili ad altri tipi di reato come, ad esempio, il riciclaggio(si veda a pagina 5).
Il piatto forte del decreto restano le semplificazioni e la lotta all’evasione Iva. Si mette in moto la macchina per dire addio agli studi di settore. A partire dal prossimo anno d’imposta, infatti, arriveranno gli indici di affidabilità fiscale di imprese e lavoratori autonomi. Sarà poi un decreto dell’Economia a fissare modalità e termini per l’eliminazione progressiva della rilevanza ai fini dell’accertamento tanto degli studi di settore quanto dei parametri. La fase sperimentale, peraltro già avviata, porterà alla cancellazione delle risultanze del software Gerico come strumento di accertamento per trasformarle in strumento di compliance.
Sul fronte delle semplificazioni fiscali il decreto punta a ridurre gli oneri da adempimento eliminando soprattutto alcuni obblighi di comunicazione e dichiarativi o ricorrendo alle nuove tecnologie, come ad esempio la posta elettronica certificata per atti e avvisi tributari. C’è anche la pausa estiva: dal 1° al 31 agosto saranno sospesi gli effetti delle comunicazioni dell’amministrazione finanziaria e i versamenti. C’è poi la chiusura delle partite Iva “morte”: chi non svolge attività per tre anni riceverà una comunicazione del Fisco sulla cancellazione della partita Iva.
Ai datori di lavoro e agli altri sostituti d’imposta sarà, inoltre, concesso più tempo per l’invio delle certificazioni uniche sui redditi: il termine del 28 febbraio slitta al 31 marzo. E per quanto riguarda le addizionali comunali Irpef i sostituti d’imposta potranno versare l’addizionale in un’unica soluzione. Mentre si riducono i tempi per la ripartizione del 5 per mille e del 2 per mille in quanto non si dovranno più attendere le dichiarazioni dei redditi integrative che puntualmente facevano allungare di almeno un anno i tempi per il conteggio delle somme spettanti ai vari soggetti interessati.
Novità in vista anche sul fronte delle locazioni. Sarà ridotta del 50% la sanzione per chi presenta l’opzione per la proroga del regime di cedolare secca ed entro 30 giorni dalla scadenza del termine. Sul fronte della riduzione delle comunicazioni al fisco si segnalano: l’eliminazione dell’obbligo dell’avvenuta registrazione delle fatture d’acquisto con San Marino; l’invio dei dati delle operazioni con controparti ubicate in Paesi black list; si riducono gli obblighi sugli elenchi Intrastat. Per i professionisti vanno segnalati la deducibilità integrale dal reddito di lavoro autonomo per le spese di formazione, compresi quindi i costi sostenuti per alloggio e trasporto, la semplificazione delle modalità di determinazione del saldo contabile in valuta estera (per le multinazionali) e la reintroduzione della possibilità di versare con F24 cartaceo per i soggetti non titolari di partita Iva.

Marco Mobili
Giovanni Parente

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