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Studi professionali, buste paga più ricche per i dipendenti

Via libera al rinnovo del Ccnl per i dipendenti degli studi professionali. Le 19 associazioni di categoria aderenti alla confederazione nazionale libere professioni, infatti, hanno approvato all’unanimità l’ipotesi sottoscritta il 17 aprile 2015 da Confprofessioni con le organizzazioni sindacali dei lavoratori del settore Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Il contratto decorre dal 1° aprile e scadrà il 31 marzo 2018. Diverse le novità: gli aumenti di retribuzione a partire da aprile; l’introduzione del congedo parentale a ore e dei nuovi congedi di «paternità», a favore cioè soltanto dei papà (si veda a pagina 15); l’introduzione di uno speciale di assunzione a tempo indeterminato per gli over 50 e i disoccupati di lunga durata (si veda a pagina 14).

Campo di applicazione. Il Ccnl si applica a tutte le attività professionali, inclusi gli studi associati, appartenenti alle professioni elencate nelle seguenti «Aree», nonché alle strutture che svolgono altre attività e servizi strumentali e/o funzionali alle stesse:

A. area professionale economico-amministrativa = consulenti del lavoro, dottori commercialisti ed esperti contabili, revisori contabili, altre professioni di valore equivalente e omogenee all’area professionale anche se non espressamente comprese nella predetta elencazione;

B. area professionale giuridica = avvocati, notai, altre professioni di valore equivalente e omogenee all’area professionale anche se non espressamente comprese nella predetta elencazione;

C. area professionale tecnica = ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, geologi, agronomi e forestali, periti agrari, agrotecnici, altre professioni di valore equivalente e omogenee all’area professionale anche se non espressamente comprese nella predetta elencazione;

D. area professionale medico-sanitaria e odontoiatrica = medici, medici specialisti, medici dentisti, odontoiatri, medici veterinari e psicologici, operatori sanitari.

E. altre attività professionali intellettuali = si tratta di quelle attività non rientranti nelle prime quattro aree, con o senza albo professionale.

Gli aumenti in busta paga. La normale retribuzione del lavoratore è costituita dalle voci di seguito indicate, nonché da tutti gli altri elementi retributivi aventi carattere continuativo fatta esclusione dei rimborsi di spese, dei compensi per il lavoro straordinario e/o supplementare, delle gratificazioni straordinarie o una tantum, e di ogni elemento espressamente escluso dalle parti dal calcolo dei singoli istituti contrattuali. Le voci sono le seguenti: a) paga base tabellare conglobata;

b) eventuali scatti di anzianità;

c) eventuali assegni ad personam»;

d)eventuali superminimi.

La retribuzione globale annua è erogata in 14 (quattordici) mensilità: una per ciascun mese dell’anno, più una tredicesima in concomitanza con la Vigilia di Natale e una quattordicesima in coincidenza con il periodo di ferie e comunque non oltre il 30 giugno di ogni anno.

Per quanto riguarda gli aumenti, essi sono stati fissati alle decorrenze di aprile 2015, gennaio 2016, settembre 2016, marzo 2017 e settembre 2017. I valori della paga base conglobata sono indicati in tabella in pagina.

La retribuzione mensile. Eccettuate le prestazioni occasionali o saltuarie, la retribuzione mensile è in misura fissa e cioè non variabile in relazione a festività, permessi retribuiti, giornate di riposo settimanale di legge, cadenti nel periodo di paga e, fatte salve le condizioni di miglior favore, alla distribuzione dell’orario settimanale. Pertanto, essa si riferisce a tutte le giornate del mese di calendario. La retribuzione corrisposta al lavoratore deve risultare dal Libro unico del lavoro (Lul) nel quale deve essere specificato il periodo di lavoro a cui la retribuzione stessa si riferisce, il relativo importo, la misura nonché l’importo dell’eventuale lavoro straordinario e/o supplementare e di tutti gli altri elementi che concorrono a formare a somma corrisposta e tutte le ritenute effettuate. La quota giornaliera della retribuzione e il computo dell’indennità sostitutiva delle ferie si ottiene dividendo l’importo mensile per il divisore convenzionale 26 (ventisei); la quota oraria per il divisore convenzionale 170 (centosettanta).

Quando si debba determinare la retribuzione spettante per frazione di mese (inizio o cessazione del lavoro nel corso del mese o assenza non retribuita), si procede alla corresponsione delle quote giornaliere (ventiseiesimi) corrispondente alle presenze effettive.

Le frazioni di anno saranno computate, a tutti gli effetti contrattuali, per dodicesimi, computandosi come mese intero le frazioni di mese pari o superiori a quindici giorni.

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