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Studi legali, gioco a tutto campo

Nell’ultimo quinquennio il mercato italiano del legal ha assistito a un’ascesa irresistibile delle multinazionali di consulenza. Un’evoluzione, inevitabile, in un settore che richiede sempre di più competenze multidisciplinari e investimenti nel settore tecnologico e digitale. Questi sono solo alcuni dei motivi che oggi pongono le unit legali delle multinazionali della consulenza in una posizione di forza.

«Si tratta di un processo ovvio e inevitabile che finalmente sta conquistando anche il mercato degli studi legali — spiega Carlo Gagliardi, managing partner di Deloitte legal Italia —. Nel mondo il mercato dei servizi legali vale circa un triliardo eppure il più grande player globale vale lo 0,5%. Segno di un eccessivo frazionamento. Tutto questo sta rapidamente mutando anche perché le richieste del mercato sono sempre più complesse. Serve integrazione di conoscenza legale, di business e tecnologica. In Deloitte ci sono 5 unità di business: audit, risk, advisory, consulting, financial advisory e tax & legal. Si tratta di sezioni interconnesse, in grado di fornire un’ampia gamma di servizi con garanzia di alta professionalità».

Deloitte legal in Italia ha 15 Partner e circa 160 professionisti dislocati in 9 sedi. Una potenza di fuoco destinata a crescere grazie alla forza del capitale messo a disposizione dalla multinazionale dei servizi. Un modello che mette «a rischio» il vecchio studio legale formato da un «dominus» e qualche collaboratore a partita Iva. «Tendiamo ad assomigliare un’azienda — ammette Gagliardi — con organizzazione e strutture operative che beneficiano del contributo competente di manager non avvocati. Abbiamo un’alta percentuale di managerializzazione e una crescente distinzione tra ruoli manageriali e ruoli operativi: negli studi legali tradizionali comanda chi è capace di portare più business. Ma l’avvocato che fattura di più è davvero quello più bravo a gestire lo studio? ».Il futuro

Lo scenario del futuro porterà all’estinzione dei piccoli studi? Le grandi realtà come la vostra, uccidono i piccoli perché riescono a fare economia di scala e offrire servizi a costi inferiori? «Lo scenario futuro è complesso — afferma il managing partner di Deloitte legal Italia —. Di sicuro ci sarà una sempre maggiore concentrazione dei player, aumenterà l’ingresso di capitale e gli investimenti in tecnologia saranno sempre più necessari. Realtà come la nostra portano un efficientamento e un’industrializzazione di una parte dei servizi che offriamo. Inoltre ci sarà una crescete integrazione verticale con altri servizi non legali».

Secondo molti addetti ai lavori, l’unica alternativa alle grandi società di servizi è l’aggregazione, la fusione tra studi legali medio-grandi oppure l’acquisizione di piccoli studi molto specializzati. «Non a caso da tre anni siamo tra i più attivi in Italia sul M&A legale — afferma Gagliardi — ricevo quotidianamente inviti di studi medio-grandi che vogliono parlare con noi, in molti hanno capito che il cambiamento di modello è già arrivato. Il mercato M&A legale non è ancora esploso solo perché le leggi non lo incentivano e non esiste ancora un sistema oggettivo per quantificare il reale valore di uno studio. Ma ci arriveremo presto».

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