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Studi, la proroga vale sempre

Proroga dei versamenti 2012 anche per i contribuenti soggetti agli studi di settore per i quali ricorrano cause di inapplicabilità. Con una correzione in corsa, l’Agenzia delle entrate ha modificato il testo della risoluzione n. 69/E dello scorso 21 giugno, che aveva fornito chiarimenti sugli effetti del differimento dei termini di versamento delle imposte 2012 risultanti dalla dichiarazione dei redditi, nonché della cedolare secca, disposto dal dpcm 6 giugno 2012 (si veda ItaliaOggi del 22 giugno). Per effetto della proroga, in luogo del termine ordinario del 18 giugno, il contribuente potrà versare gli importi dovuti al fisco entro il 9 luglio senza maggiorazioni (oppure entro il 20 agosto pagando lo 0,40% in più).

Il testo originario della risoluzione n. 69 aveva suscitato dubbi laddove spiegava che la proroga, oltre a interessare tutte le persone fisiche, riguardava i soggetti «che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore e dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascuno studio di settore dal relativo decreto di approvazione del ministro dell’economia e delle finanze ai quali gli stessi siano applicabili». Ed erano proprio queste ultime parole a provocare la perplessità degli addetti ai lavori. Mentre l’esclusione dalla proroga per i soggetti che superano il limite di 5.164.569 euro appariva infatti indubbia, la condizione della «applicabilità» sembrava precludere il rinvio per i contribuenti che potevano addurre condizioni di esclusione dagli studi (inizio o cessazione attività, reddito forfetario ecc.). Specialmente perché la stessa Agenzia, con la circolare n. 41/E del 2007, in occasione di una identica proroga aveva precisato che il differimento riguardava tutti i soggetti sottoposti agli studi, inclusi quelli interessati da una causa di esclusione o di inapplicabilità (diversa, naturalmente, dal superamento dei ricavi o compensi massimi). Posizione pienamente ribadita. Nella nuova versione della risoluzione n. 69/E, infatti, le parole «ai quali gli stessi siano applicabili» sono state eliminate, confermando così l’orientamento del 2007.

Ma c’è anche una seconda modifica. La versione originaria della risoluzione inseriva tra le imposte oggetto di proroga anche la sostitutiva del 2 o 4% per la rivalutazione del costo di acquisto di terreni e partecipazioni posseduti al 1° luglio 2011. Tuttavia, il termine per il pagamento dell’imposta (o della prima rata) non era fissato al 18 giugno 2012, ma è previsto alla fine del mese (2 luglio, in quanto il 30 cade di sabato). Con la nuova versione della risoluzione, pertanto, l’errore viene corretto: le somme dovute per la rideterminazione di terreni e quote non rientrano nella proroga sancita dal dpcm del 6 giugno scorso.

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