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Studi, il 17 marzo è festa

di David Trotti

Con queste note facciamo il punto sul regime che riguarda gli studi professionali relativamente alla giornata del 17 marzo che festeggerà i 150 anni dell'Unità d'Italia, in considerazione del fatto che alcuni commenti possono aver creato qualche dubbio poiché la norma richiama le imprese e non i professionisti (che impresa non sono). Prima di iniziare ad entrare nello specifico riportiamo il testo del decreto legge (n. 5 del 2011) che ci interessa:

1. Limitatamente all'anno 2011, il giorno 17 marzo è considerato giorno festivo ai sensi degli articoli 2 e 4 della legge 27 maggio 1949, n. 260.

2. Al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, derivanti da quanto disposto nel comma 1, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia proclamata per il 17 marzo 2011.

Esaminiamo in dettaglio le conseguenze normative richiamate dall'articolato, e in specifico l'articolo 2 della legge 260/ 1949, che stabilisce:

art. 2: Sono considerati giorni festivi, agli effetti della osservanza del completo orario festivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici, oltre al giorno della festa nazionale, i giorni seguenti:

tutte le domeniche;

_omissis_

il 4 novembre: giorno dell'Unità nazionale.

Ricordiamo poi che la legge 54 del 1977 ha spostato la giornata dell'unità nazionale appunto il «4 Novembre» alla prima domenica del mese abolendo la festività infrasettimanale.

Per quanto riguarda invece la parte economica il decreto non richiama l'articolo 5 (della legge 260/1949) che definisce il trattamento economico delle festività:

Nelle ricorrenze della festa nazionale (2 giugno), dell'anniversario della liberazione (25 aprile), della festa del lavoro (1° maggio) e nel giorno dell'Unità nazionale (4 novembre), lo Stato, gli Enti pubblici e i privati datori di lavoro sono tenuti a corrispondere ai lavoratori da essi dipendenti i quali siano retribuiti non in misura fissa, ma in relazione alle ore di lavoro da essi compiute, la normale retribuzione globale di fatto giornaliera compreso ogni elemento accessorio.

_omissis…

Qualora la festività ricorra nel giorno di domenica, spetterà ai lavoratori stessi, oltre la normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio, anche una ulteriore retribuzione corrispondente all'aliquota giornaliera.

Il decreto però, pur non richiamando l'art. 5, dispone il trattamento economico per la giornata, operando una compensazione tra la retribuzione del 4 novembre e il 17 marzo.

La norma abbiamo detto all'inizio esclude i datori di lavoro che non sono impresa (si rivolge infatti alle imprese private). Per costoro avremo un duplice comportamento.

Il primo per quelli che non prevedono il pagamento della giornata o prevedono misure compensative come permessi o banca ore, per essi ci sarà, quindi, un giorno di assenza giustificata che però sarà non retribuita se non lavorata, ovvero a titolo di straordinario festivo se si effettuerà la prestazione.

Altro discorso per gli studi professionali e per tutti i datori di lavoro che pur non essendo impresa hanno però una norma contrattuale ad hoc. Come dispone il decreto ad essi si applicano per il 17 marzo le norme contrattuali che riguardano il 4 novembre, nel nostro caso l'articolo 93, studi professionali Consilp prevede:

Le festività che dovranno essere retribuite sono quelle sotto indicate:

Festività Nazionali

_omissis_

C) In caso di coincidenza di una delle festività sopra elencate con una domenica, in aggiunta alla normale retribuzione sarà corrisposta ai lavoratori un ulteriore importo pari alla retribuzione giornaliera comprensiva di ogni elemento accessorio.

D) Per la festività civile del 4 novembre la cui celebrazione è stata spostata alla prima domenica del mese, ai sensi dell'articolo 1 secondo comma, della legge 5 marzo 1977, n. 54, il lavoratore beneficerà del trattamento previsto al comma precedente.

Dunque nei nostri studi il 17 marzo faremo festa e retribuiremo come al solito i 26 giorni (mensilizzazione), mentre a novembre non pagheremo la festività del 4 novembre, così come descritto nella seguente.



 

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