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Studi, i premi per pochi eletti

Studi di settore: con il nuovo regime premiale non si farà compliance. Troppo pochi i soggetti che riusciranno ad accedervi superando i numerosi paletti introdotti dal provvedimento direttoriale di ieri. Il nuovo regime premiale introdotto dal dl 201/2011 si conferma così un circolo esclusivo destinato a pochi eletti. Per accedervi non basta essere congrui, coerenti e fedeli ma occorre anche appartenere a uno dei 55 studi di settore appositamente individuati nel provvedimento direttoriale di ieri (prot. 2012/102603) chiamato a fissare i termini di accesso al regime introdotto dal decreto legge n. 201/2011. Gli esclusi non potranno dunque beneficiare della preclusione da accertamenti basati su presunzioni semplici, della riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’accertamento dell’ufficio e dell’aumento della franchigia per l’accertamento sintetico da un quarto ad un terzo. A fare da selezione per l’accesso al regime anche le ulteriori specificazioni contenute nel citato provvedimento secondo le quali: la coerenza deve sussistere per tutti gli indicatori di coerenza e normalità previsti dallo studio di settore applicabile al contribuente; se il contribuente consegue sia redditi di impresa che di lavoro autonomo, entrambe devono essere soggette a studi di settore; nel caso in cui il contribuente applichi due diversi studi di settore la congruità e la coerenza devono sussistere per entrambi gli studi. Maggiore tolleranza invece per la fedeltà dichiarativa. Non rileveranno infatti gli errori compiuti nella compilazione del modello dati che non incidono sull’assegnazione ai cluster, sul calcolo dei ricavi o compensi stimati o sul posizionamento rispetto agli indicatori di normalità e di coerenza. Del resto la potenziale riduzione della platea dei soggetti interessati all’acceso al nuovo regime premiale era già stata annunciata con la circolare n. 25/e del 19 giugno scorso nella quale si era precisato che il beneficio della maggior franchigia da accertamento sintetico, l’unico vero premio appetibile del regime, era precluso ai soci di società trasparenti o di altre forme associative essendo riservato unicamente alle imprese individuali e ai lavoratori autonomi. Tornando al provvedimento direttoriale di ieri nello stesso viene precisato che questa selezione nei termini di accesso al regime è stata effettuata, secondo lo spirito della norma istitutiva, tenendo conto del tipo di attività economica svolta dal contribuente. Tale selezione, si legge nel provvedimento, si è svolta con il coinvolgimento delle categorie economiche rappresentate nella commissione degli esperti alle quali sono state richieste specifiche valutazioni in merito. Tornando alle limitazioni introdotte all’accesso le principali motivazioni alla base delle stesse sono riconducibili alla presenza di un certo numero e tipo di indicatori di coerenza economica all’interno degli studi di settore. Nell’individuazione del range di studi di settore ai quali si rende applicabile, già dal 2011, il nuovo regime premiale l’agenzia delle entrate, sulla base delle valutazioni compiute dalla Sose, ha scelto quelli per i quali risultano approvati indicatori di coerenza economica riferibili ad almeno quattro delle seguenti tipologie: efficienza e produttività del lavoro; efficienza e produttività del capitale; efficienza di gestione delle scorte; redditività; struttura. In aggiunta a tali criteri la scelta si è orientata anche verso quelli studi di settore che pur applicando solo tre delle tipologie di indicatori sopra descritte sono riferiti ad attività economiche per le quali è stata stimata una percentuale di valore aggiunto del sommerso economico inferiore a quella del totale dell’economia. Si tratta quindi di settori economici che, almeno in via potenziale, esprimono un minor rischio di evasione.

La riduzione della platea dei soggetti che potranno accedere al nuovo regime premiale per i soggetti congrui, coerenti e fedeli agli studi di settore avrà riflessi anche in termini di compliance dichiarativa. Una delle possibili vie di acceso al nuovo regime è infatti rappresentata dalla congruità, anche per adeguamento, ai ricavi o compensi stimati dal software Gerico. Appartenere a uno degli studi di settore esclusi a prescindere dall’accesso al regime premiale non favorirà certo le scelte di adeguamento in dichiarazione da parte dei contribuenti. Ultima considerazione, così come la circolare esplicativa sugli studi di settore 2011 anche il provvedimento sui requisiti per l’acceso al nuovo regime premiale giunge dopo la prima scadenza utile del 9 luglio scorso.

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