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Studi, gli indicatori con il bollino

Studi di settore del 2011: scende in campo la nuova schiera di indicatori di coerenza. Si tratta di ben 10 nuovi indici la cui finalità specifica è quella di smascherare situazioni di non corretta compilazione dei modelli dati e consentire l’accesso al nuovo regime premiale varato dalla manovra Monti (dl 201/2011).

La pattuglia dei nuovi indicatori è contenuta nel decreto del ministero dell’economia e delle finanze del 26 aprile 2012, pubblicato nel supplemento straordinario della Gazzetta Ufficiale n.99 del 28 aprile scorso.

Il decreto pubblicato in Gazzetta contiene anche la revisione congiunturale straordinaria degli studi di settore e altre misure e integrazioni agli studi di settore, indispensabili per tenere conto degli andamenti economici e dei mercati, con particolare riguardo a determinati settori o aree territoriali secondo quanto previsto dall’art.62-bis del decreto legge 30 agosto 1993, n.331.

Nuovi indicatori di coerenza. Sono ben dieci i nuovi indicatori di coerenza la cui funzione è quella di contrastare possibili situazioni di non corretta compilazione dei modelli dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore. In parte si tratta di indicatori già noti agli operatori quali, ad esempio, l’indice relativo alla «mancata dichiarazione del valore dei beni strumentali in presenza dei relativi ammortamenti», già utilizzato per la segnalazione telematica delle anomalie da parte dell’Agenzia delle entrate. Per altri indicatori si tratta invece di vere e proprie novità al debutto sulla scena. Le note allegate al citato provvedimento contengono le note tecniche e metodologiche che spiegano la costruzione ed il funzionamento di ognuno dei dieci indicatori. Il decreto non chiarisce però se vi sarà o meno la possibilità per il contribuente di sanare tale incoerenza superando così lo sbarramento all’accesso al regime premiale introdotto dall’articolo 10 del dl 201/2011. Una tale possibilità era stata auspicata dai rappresentanti delle categorie economiche associate in Rete Imprese Italia (si veda ItaliaOggi del 21 aprile scorso) che avevano chiesto allo stesso presidente di Sose, un intervento in tal senso.

Altre novità. Il decreto ministeriale del 26 aprile scorso contiene anche alcuni interventi specifici relativi allo studio di settore VM04U (farmacie) e VM05U (commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, pelletterie e accessori), nonché l’aggiornamento delle analisi di territorialità operanti negli studi di settore. Per quanto attiene allo studio delle farmacie l’intervento è finalizzato all’aggiornamento dei valori di ricarico del settore per tener conto dell’impatto sul settore delle nuove disposizioni normative. Per il commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature invece le correzioni apportate riguardano essenzialmente l’introduzione di un nuovo correttivo della funzione di stima dei ricavi connesso alla possibile influenza esercitata dai c.d. Factory Outlet Center sui negozi di tipo tradizionale

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