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Studi, giustificazioni all’ultima chiamata

Ultimi giorni per provvedere alla segnalazione delle eventuali giustificazioni all’esistenza di situazioni di non congruità o di non normalità rispetto agli studi di settore per il periodo d’imposta 2011.
Scade, infatti, a fine mese il termine concesso dall’agenzia delle Entrate per utilizzare la piattaforma telematica che consente di “completare” il modello dichiarativo già inviato lo scorso 1° ottobre. Sono interessati all’adempimento coloro che non erano allineati con le risultanze di Gerico, non hanno compilato il quadro delle annotazioni in Unico ed intendono anticipare il confronto con l’ufficio cristallizzando le possibili giustificazioni per i disallineamenti. Si può spaziare dalla segnalazione di alcune situazioni di natura settoriale, ad altre di natura meramente personale, ad effetti non posti sotto il dominio del titolare, eccetera. L’importante è che tutto sia chiaro, comprensibile e condensi in pochi concetti chiari il cuore della segnalazione che si intende effettuare. Nella grafica in pagina abbiamo ipotizzato la segnalazione di cinque situazioni tipo, tentando di individuare delle ipotesi il più possibile generiche, in modo da poter offrire uno spunto utile al maggior numero di lettori. Si è pensato all’ipotesi del soggetto monocommittente con l’unico cliente fallito nel corso dell’anno, a quella del soggetto di età avanzata che viene tagliato fuori dalla crisi, alla situazione della perdita della manodopera specializzata che rende impossibile effettuare determinante lavorazioni, al calo improvviso del fatturato a fronte del mantenimento della forza lavoro, alla perdita di concorrenza dinnanzi alla grande distribuzione. L’efficacia dell’adempimento pare proprio legata all’esito che tale segnalazione avrà in seno all’amministrazione finanziaria. Di certo svolgerà una funzione statistica presso la Sose che, ogni anno, valuta e censisce tutte le segnalazioni, anche al fine di trarne possibili segnalazioni “collettive” di anomalie. Non così scontato, invece, è l’effetto presso gli uffici ai fini dell’accertamento. Nessuna norma pone il contribuente che ha segnalato possibili giustificazioni al riparo dalle attenzioni del fisco. Diversamente, basterebbe segnalare qualunque informazione per essere depennati dalle liste dei soggetti da convocare. Posto che la segnalazione dovrebbe rivestire un qualche peso, ci piace pensare che la stessa (unitamente a quelle già originariamente previste nelle dichiarazioni) sia valutata dall’Agenzia prima della convocazione del contribuente per il contraddittorio; forse, però, questa è un po’ un’utopia, posto che l’acquisizione delle indicazioni (di natura descrittiva) mal si presta ad essere gestita con i sistemi di selezione meccanizzati. Ma anche quando la considerazione delle anomalie “preannunciata” in dichiarazione o per il tramite del software per le segnalazioni fosse effettivamente valutata solo in sede di contraddittorio, c’è da domandarsi se vi siano variazioni sulla posizione del contribuente. Deve l’ufficio, in tal caso, dimostrare qualche cosa di più rispetto alle ipotesi usuali? Di fatto, dunque, si riconosce alle giustificazioni un’ulteriore forza protettiva rispetto al risultato dello studio di settore? Quest’ultimo rappresenta unicamente una presunzione semplice ed il fatto stesso che il contribuente abbia già argomentato (prima ancora di essere selezionato per i controlli) in merito alle possibili anomalie, dovrebbe ribaltare un doppio onere a carico dell’amministrazione: non solo convincere che la ricostruzione di Gerico è più credibile rispetto al dichiarato, ma anche i motivi per cui non si ritiene di accogliere le giustificazioni già apportate dal contribuente.
Se valutiamo questa situazione in un periodo storico ben preciso, quale l’annualità 2011, quando la crisi era già evidente e, abbiamo poi scoperto, neppure al suo culmine, non dovrebbe essere difficile raccogliere qualche obiezione in merito alla capacità di uno strumento matematico di riuscire a cogliere la reale situazione di un singolo contribuente, con tutte le peculiarità determinate anche dagli effetti della crisi economica. Insomma, l’importante è che non vi siano dei segnali contrastanti, delle informazioni tra loro in palese contraddizione. In tali situazioni, infatti, si può essere confusi con coloro che la crisi l’hanno cavalcata e non subita. Se, invece, tutti i dati sono tra loro coerenti, non sarà difficile dimostrare che non può un algoritmo decriptare una economia che neppure i migliori analisti hanno saputo prevedere e dominare.

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