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Studi, esclusioni a rischio controlli

Approssimandosi le scadenze di Unico 2014 è bene ricordare che non sempre imprese e professionisti devono fare i conti con gli studi di settore. Verificandosi una causa di esclusione o disapplicazione legale si può, infatti, evitare Gerico.
Le cause di esclusione
L’articolo 10, comma 4, della legge 146/1998 stabilisce le fattispecie in presenza delle quali gli studi di settore non possono essere utilizzati quale strumento di accertamento. Sono esclusi dagli studi i soggetti che:
– dichiarano ricavi/compensi superiori a 5.164.569,00 euro;
– iniziano o cessano l’attività nel periodo d’imposta (salvo i casi di cessazione e inizio dell’attività, da parte dello stesso soggetto, entro sei mesi dalla data di cessazione, ovvero di mera prosecuzione dell’attività svolta da altri soggetti);
– determinano il reddito con criteri forfetari o sono incaricati delle vendite a domicilio;
– sono classificati in una categoria reddituale diversa da quella prevista dal quadro degli elementi contabili del modello per la comunicazione dei dati per l’attività svolta;
– si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività;
– applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità (cosiddetti minimi).
In presenza di talune delle citate cause di esclusione permane comunque l’obbligo di compilazione del modello a meri fini statistici e non di accertamento.
Non normale svolgimento dell’attività
I soggetti che si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività devono indicare sul modello il codice 7. Le istruzioni indicano, a mero titolo esemplificativo e non esaustivo, quali possano essere le casistiche che fanno scattare questa causa di esclusione:
– l’interruzione dell’attività protratta tutto l’anno a causa di lavori di ristrutturazione dei locali, qualora la ristrutturazione abbia riguardato tutti i locali nei quali viene esercitata l’attività;
– l’affitto dell’unica azienda;
– la sospensione dell’attività ai fini amministrativi, qualora sia stata data comunicazione alla Camera di commercio;
– la modifica dell’attività, nell’ipotesi in cui le attività succedutesi siano contraddistinte da codici attività rientranti in studi di settore diversi e, per le attività professionali, l’interruzione dell’attività per la maggior parte dell’anno a causa di provvedimenti disciplinari.
In presenza di questa causa di esclusione va compilato il quadro “Note aggiuntive” del modello, esplicitando la motivazione che ha impedito il normale svolgimento dell’attività. Come si può osservare nella tabella a fianco, la giurisprudenza tributaria ha riconosciuto la sussistenza di questa causa di esclusione in presenza di situazioni non infrequenti nella pratica quotidiana. In pratica il periodo di non normale svolgimento dell’attività è caratterizzato da situazioni straordinarie che impediscono allo strumento standard di cogliere le peculiarità del caso di specie. Le Entrate con la circolare 30/E/2013 hanno chiarito che il soggetto il quale nel corso dell’anno cessa l’attività prevalente continuando a esercitare quella secondaria (non rientrante nel medesimo studio di settore), rientra nella causa di esclusione costituita dalla modifica nel corso del periodo d’imposta dell’attività esercitata e non nel periodo di non normale svolgimento dell’attività.
Le sanzioni
Il fatto che il “periodo di non normale svolgimento dell’attività” costituisca una causa di esclusione “aperta”, può tentare qualcuno a forzarne l’applicazione. Va tenuto presente che, ai sensi della lettera d-ter), dell’articolo 39 del Dpr 600/73, l’indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità non veritiere, può spalancare le porte ad un accertamento induttivo puro da parte delle Entrate in linea di principio anche se l’elaborazione dello studio effettivamente applicabile evidenziasse un risultato di congruità. Va quindi posta particolare attenzione nell’utilizzo della citata causa di esclusione.
Cause di inapplicabilità
Le cause d’inapplicabilità determinano la sterilizzazione degli studi di settore ai fini dell’accertamento, ma non escludono l’applicazione dei parametri. I contribuenti interessati, quindi, devono verificare la propria posizione con riferimento ai parametri presuntivi dei ricavi/compensi (Dpcm del 29 gennaio 1996) compilando gli appositi modelli. Anche per tali strumenti sono comunque previste apposite cause di esclusione (che richiamano quelle previste per gli studi di settore) verificandosi le quali è possibile evitare la compilazione dei relativi modelli. Le cause di inapplicabilità oggi riguardano solo situazioni marginali. Si fa riferimento, ad esempio, alle società cooperative, alle società consortili e ai consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate, alle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.

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