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Studi di settore, partono 190 mila lettere

Cambia la strategia dell’Agenzia delle Entrate sugli studi di settore: in caso di anomalie, si passa dai controlli alle comunicazioni. Già pronte a partire 190 mila lettere che segnalano discrepanze dei dati dichiarati. Ai contribuenti sarà dato modo di ravvedersi, qualora siano stati commessi errori, e di fornire al Fisco tutti i chiarimenti. Intanto su un altro fronte fiscale, quello della casa, la modifica delle rendite catastali prevista da una legge del 2004, ha fatto schizzare in alto il valore delle case: a Roma sono scomparse nel centro storico le case popolari (classificate come «A/5» e «A/4») e secondo l’Agenzia delle entrate l’incremento è arrivato a 123 milioni, a Milano a 44, con un aumento medio di circa il 40%. 
Tornando agli studi di settore, poco graditi soprattutto a artigiani e commercianti, l’Agenzia comunica che è stato firmato il provvedimento con il quale «viene definito il pacchetto di dati a disposizione dei contribuenti soggetti agli studi e fissate le modalità di dialogo preventivo con il Fisco». L’obiettivo è quello di avere «più informazioni condivise» e raggiungere il risultato di dover eseguire, da parte del Fisco, «zero controlli per i contribuenti soggetti agli studi di settore». L’Agenzia delle Entrate ricorda infatti che «con il nuovo ravvedimento chi si accorge dell’errore e provvede a correggerlo, beneficia di una significativa riduzione delle sanzioni in base al tempo trascorso». Una chance che resta salva «anche se la violazione è già stata constatata o sono iniziati accessi e ispezioni».
Le novità sul Catasto sono emerse invece al termine della Conferenza Stato-Città ed autonomie locali di ieri: nella relazione del «Comitato di monitoraggio» è emerso, tra l’altro, che la procedura di revisione puntuale «è stata attivata da 1.300 Comuni ed ha portato ad un incremento di rendita catastale pari a circa 181 milioni». Se si sommano i 183 milioni della procedura di revisione parziale, l’incremento totale ammonta a 364 milioni. In particolare nella Capitale gli immobili esaminati sono stati oltre 224 mila (circa il 9% del patrimonio urbano). Di questi, risulta variata la classe per circa 175 mila alloggi (il 79 % di quelli esaminati) in 17 zone, situate prevalentemente in centro. In genere le variazioni hanno causato un aumento di rendita, ma nel 10% dei casi il valore della casa è diminuito. A Milano la revisione è stata fatta su 29.880 immobili che da oggi in media valgono di più. Inoltre sono state eliminate le sperequazioni esistenti tra alcune parti delle zone centrali delle città e altre collocate in aree semiperiferiche e periferiche.
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