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Studi di settore, palla al fisco

Spetta al fisco dimostrare in sede di contraddittorio che la tipologia di attività svolta dal contribuente rientra in uno studio di settore diverso da quello che sostiene. È irrilevante che in sede di dichiarazione il privato abbia indicato per errore un codice diverso. Il sistema dei parametri, infatti, affianca la procedura di accertamento in quanto è indipendente dall’analisi dei risultati delle scritture contabili e trova il suo punto centrale nel contraddittorio endoprocedimentale «quale mezzo necessario al fine di consentire l’adeguamento degli standard alla concreta realtà economica del contribuente, determinando il passaggio dalla fase statica alla fase dinamica dell’accertamento».

Sono queste le motivazioni che hanno spinto la sezione tributaria della Cassazione con la sentenza 2368/2013 ad accogliere il ricorso di un antennista nei confronti dell’Agenzia delle entrate.

La Ctr aveva dato ragione al fisco sostenendo che il contribuente non aveva fornito la prova di avere svolto attività inquadrabile in un codice diverso da quello indicato per errore nella dichiarazione dei redditi essendo insufficiente la documentazione prodotta sulla classificazione dell’attività.

La questione è così giunta in Cassazione dove il contribuente ha ritenuto erronee le conclusioni della Ctr per non avere i giudici considerato che, sulla base della dichiarazione di variazione presentata, l’attribuzione del codice risultava errata. In forza di questi chiarimenti, pertanto, l’accertamento dell’Agenzia si doveva considerare «sfornito della presunzione di fondatezza che, sola, avrebbe potuto legittimare l’inversione dell’onere probatorio a carico del contribuente».

La Cassazione ha affermato che nell’applicazione del sistema dei parametri è onere dell’amministrazione dimostrare l’applicabilità «degli specifici parametri utilizzati all’attività in concreto svolta dal contribuente». Questo significa, ha concluso il collegio, che spetta all’agenzia delle entrate fornire la prova dell’attività effettivamente svolta dal contribuente, se diversa da quella dichiarata, e dimostrare la corrispondenza di tale attività con la descrizione del tipo di attività al quale si riferisce il codice utilizzato.

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