Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Studi di settore non per tutti

di Fabrizio G. Poggiani

Se la società risulta congrua e coerente ai fini degli studi di settore, la stessa resta esclusa dall'applicazione della disciplina delle società non operative purché, in linea con quanto precisato dall'amministrazione finanziaria, raggiunga la congruità e rispetti gli indicatori di normalità economica.

Con ben tre note (n. 1-2-3/2011) la «Fondazione Accademia Romana di ragioneria – Giorgio Di Giuliomaria» è intervenuta per indicare gli aspetti operativi delle ultime novità di natura tributaria.

Liti pendenti. Sul tema, con la nota operativa n. 1/2011, l'autore ha fatto, senza introdurre particolari novità, un ampio excursus sulla sanatoria introdotta con il dl n. 98/2011, richiamando il comma 12, dell'art. 39 che, a sua volta, fa riferimento al datato articolo 16, della legge n. 289/2002.

Sul tema, evitando di richiamare dettagliatamente le indicazioni poste a base della sanatoria (controversie in cui è parte l'Agenzia delle entrate, lite di valore inferiore a 20 mila euro, liti effettive alla data del 1° maggio 2011 e quant'altro), il documento ricorda che non possono essere definiti, tra gli altri, i maggiori contributi accertati che «solitamente sono contenuti negli avvisi di accertamento destinati ai commercianti e agli artigiani», le controversie riferibili alle iscrizioni a ruolo e neppure le controversie concernenti le restituzioni dei tributi, in assenza di un atto impositivo propedeutico alla riscossione.

Il documento presenta un esempio di determinazione delle somme da versare in presenza di atti impositivi a rettifica delle perdite fiscali, confermando che l'affrancamento della perdita dichiarata si rende necessario soltanto se il contribuente intende utilizzare la stessa in diminuzione del reddito d'impresa prodotto successivamente; al contrario, non è necessario procedere all'affrancamento.

Società di comodo. Sulla disciplina, e non soltanto sulle novità introdotte dalla manovra di mezza estate, è stata sviluppata la seconda nota operativa (n. 2/2011); nonostante si parli di società di comodo all'oggetto, in premessa viene ricordata anche la disciplina dei cosiddetti «beni di comodo», con l'introduzione di una nuova fattispecie reddituale, ai sensi della lettera h-ter), comma 1, art. 67 del dpr n. 917/1986 (Tuir).

Sul tema delle società di comodo, invece, l'autore ricorda le fattispecie che individuano i soggetti interessati e i soggetti esclusi, indicati sia nel secondo periodo, del comma 1, dell'art. 30, legge n. 724/1994 che del comma 4-ter, del medesimo articolo; viene evidenziato che, al fianco delle esclusioni «automatiche», operano quelle da interpello disapplicativo, di cui al comma 8, art. 37-bis, dpr n. 600/1973 e che l'accoglimento può essere anche «parziale», con riferimento a uno o più comparti impositivi (Irpef/Ires, Irap o Iva), ancorché nella nuova fattispecie delle perdite sistemiche si tratti meramente di una fattispecie da interpello «giustificativo».

Con riferimento alle novità introdotte dal dl n. 138/2011, destinate a rendere più oneroso il mantenimento di una società di comodo, a introdurre nuove fattispecie di non operative e ad annullare lo schermo societario destinato ai beni utilizzati dai soci, si rileva l'allineamento, dell'autore, alle indicazioni fornite recentemente dall'istituto di ricerca dei dottori commercialisti (Irdcec, circ. 25/IR) per le quali, in presenza delle fattispecie indicate dal secondo periodo, comma 1, art. 30, legge 724/1994, come le società congrue e coerenti, si rende inapplicabile la disciplina; di conseguenza non solo l'esonero dal test, ma dall'intera disciplina, come disposto letteralmente dal comma 4-ter, del medesimo articolo per le situazioni specificatamente indicate nel provvedimento delle Entrate (n. 23681/2008).

Omessa fatturazione. Sul tema, innanzitutto, la nota operativa n. 3/2011, ricorda la recente modifica dell'aliquota ordinaria dal 20 al 21% e che, sull'argomento, l'Agenzia delle entrate ha già emanato la circolare n. 45/E/2011.

Tra le numerose indicazioni, si evidenzia quella relativa all'emissione della fattura, cosiddetta «integrativa» (ora per allora), ai sensi dell'art. 26, del dpr n. 633/1972, destinata a rettificare l'Iva addebitata con aliquota inferiore in un periodo diverso da quello di riferimento.

Sul punto si pone l'attenzione sulla necessità che la relativa contabilizzazione non vada a influenzare la liquidazione del mese di emissione, posta la necessità di effettuare il ravvedimento operoso versando spontaneamente le sanzioni ridotte, effettuando la corretta annotazione nei registri ma utilizzando una procedura manuale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È un falso dilemma» che la Bce abbia un solo mandato e la Federal Reserve due. Anche la Banca ce...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un intervento normativo finalizzato a favorire il rafforzamento patrimoniale delle società di capit...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scuola e lavori pubblici, settore residenziale e miglioramento delle norme in fatto di appalti, come...

Oggi sulla stampa