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Studi di settore: l’errore costa caro

di Francesco Falcone e Antonio Iorio

Maggior reddito superiore al 10% rispetto a quello dichiarato. È questo, in sintesi, il nuovo parametro, previsto dalla manovra (Dl 98/2011, convertito dalla legge 111/2011), che titolari di reddito di impresa e lavoratori autonomi soggetti agli studi di settore dovranno tenere ben a mente.

Al superamento di questa soglia, infatti, sono legati maggiori poteri accertativi dell'amministrazione finanziaria e sanzioni particolarmente rilevanti. L'articolo 23 della manovra prevede sia sanzioni più pesanti, sia l'accertamento induttivo, se il contribuente sbaglia la compilazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore e, per effetto di tali errori, ha sottostimato il proprio reddito di almeno il 10 per cento. Le nuove disposizioni, però, finiscono per colpire anche quei contribuenti che non hanno posto in essere comportamenti evasivi.

In presenza di omessa o infedele indicazione dei dati previsti nei modelli l'applicazione degli studi o di indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità non sussistenti, l'ufficio può precedere a accertamento induttivo del reddito del contribuente a condizione che il maggiore reddito accertato a seguito della corretta applicazione degli studi sia superiore al 10 per cento del reddito dichiarato.

Le ragioni di tale inasprimento sono certamente da ricercare nella legittima pretesa da parte dell'amministrazione di un corretto calcolo dello studio di settore da parte di ciascun contribuente. Modificando o sistemando ad hoc determinati dati all'interno del modello, infatti, è più semplice raggiungere la congruità e/o la coerenza. Tuttavia (e gli esempi in pagina lo dimostrano) la previsione della rettifica induttiva come conseguenza anche di un errore, appare penalizzante e potrebbe prestarsi anche a rilievi di ragionevolezza costituzionale.

Le penalità

Viene prevista la sanzione di euro 2.065,83 (pena massima) nel caso di omessa presentazione del modello. Se poi c'è anche una dichiarazione infedele (reddito imponibile inferiore a quello accertato o comunque imposta inferiore a quella dovuta) l'ordinaria sanzione dal 100 al 200% è aumentata del 50 per cento. Si ricorda, a questo proposito, che, per effetto del precedente comma 2-bis dell'articolo 1 del Dlgs 471/1997, già c'era stato un aumento del 10 per cento.

È necessario, in ogni caso, che il maggior reddito accertato, a seguito della corretta applicazione degli studi, sia superiore al 10% del reddito d'impresa o di lavoro autonomo dichiarato. Le simulazioni a lato testimoniano come del maggior reddito "contestato", che farà scattare sanzioni più pesanti e accertamento induttivo, è obiettivamente molto basso e si può facilmente superare in buona fede senza alcun particolare intento evasivo.

Il parametro di riferimento è il reddito: è evidente che quanto più questo valore dichiarato sarà basso tanto più sarà sufficiente un minimo errore nel modello dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore per far scattare il superamento della soglia del 10 per cento.

Le indicazioni

In questo contesto assume particolare importanza seguire pedissequamente le istruzioni per la compilazione dei modelli. Tuttavia, nonostante siano specifiche per qualunque attività, la parte relativa ai dati contabili è la stessa per tutti. In altre parole benché i contenuti siano molto diversi rispetto all'attività esercitata, le istruzioni sono identiche e riportano solo degli esempi. Si lascia così all'interpretazione del contribuente la classificazione di molte voci di costo, con l'evidente rischio di errori a cui farebbe poi seguito l'accertamento induttivo.

Un'ulteriore questione riguarda poi i casi in cui nel modello degli studi di settore siano stati riportati fedelmente i dati, ma in occasione di controlli alcuni di tali dati siano rettificati dall'amministrazione. Si pensi al rilevamento di maggiori costi riscontrati dai verificatori e imputabili all'esercizio ovvero a un'errata imputazione di costi in una determinata tipologia rispetto a un'altra.

In presenza di tali circostanze i verificatori o, successivamente, l'ufficio potrebbero ricalcolare lo studio di settore del contribuente e, in presenza della determinazione di un maggior reddito superiore almeno del 10% di quanto dichiarato, potrebbero effettuare un accertamento induttivo, sollevandosi quindi da qualsiasi onere probatorio.

 

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