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Studi di settore: la crisi 2009 frena la crescita dei redditi

di Antonio Criscione e Saverio Fossati

Anche se si sono confermati al primo posto nei redditi dichiarati, i notai sono la categoria maggiormente colpita dalla crisi del 2009. Rispetto all'anno precedente, infatti, hanno dichiarato in media circa 53mila euro di redditi in meno, passando (parliamo dei soggetti congrui al responso di Gerico) da 356mila euro a 303mila. La discesa dei non congrui, invece, si attesta su circa 21mila euro. Una discesa meno vistosa, ma ugualmente significativa si registra anche per i secondi migliori redditi del mondo autonomo, ovvero i farmacisti, che con un reddito annuo di 107mila euro ne perdono più di 4mila rispetto all'anno precedente.
Nel primo caso la crisi del mercato edilizio si ripercuote evidentemente sui professionisti, che più di altri ne "registrano" i movimenti. Quanto alla riduzione dei redditi per i farmacisti, invece, occorre capire se sia in qualche modo da collegare al risparmio sui medicinali da parte dei cittadini. Nel qual caso si tratterebbe di un segnale ancora più preoccupante.
Per il resto il confronto con l'anno precedente delle categorie con rapporti più diretti con il pubblico (alcune delle quali sono riportate nella tabella in questa pagina) non hanno segnato grosse cadute di reddito, come è invece accaduto nel campo delle manifatture, dove si sono concentrate le perdite più significative a seguito della crisi del 2009.
Esaminando i dati del ministero dell'Economia (si veda anche «Il Sole 24 Ore» di ieri), infatti, si nota come anche l'ultimo anno in cui si era manifestata una crescita generalizzata dei redditi (e ovviamente dei ricavi e compensi) era stato il 2007, poi nel 2008 c'era stata una prima avvisaglia della crisi (soprattutto nella seconda metà dell'anno) e infine il 2009 è stato un anno di profonda crisi, registrata puntualmente dagli studi di settore.
Quanto ai dati relativi ai soggetti non congrui e non adeguati, si vede che il reddito medio del 2009 di questi ultimi era di poco più di mille euro. Il risultato, però, era dato dalla media di settori in perdita come le manifatture (27.200 euro) e settori comunque in attivo come i professionisti che hanno dichiarato (non congrui) redditi medi per 34.400 euro. Per i soggetti congrui si va invece da un reddito medio di 29.100 euro per il settore del commercio a a 70.700 euro per le attività professionali.
I dati riportati nella tabella, peraltro, monitorano i cambiamenti intervenuti per le persone fisiche, che rappresentano tradizionalmente un settore al quale viene tradizionalmente imputato in modo più elevato il fenomeno del sommerso, che nel nostro paese viene stimato in 257 miliardi (come testimoniato dalla stessa relazione finale della commissione Giovannini sul sommerso, commentata sul Sole 24 Ore del 3 giugno 2011).

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