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Studi di settore inutilizzabili dal fisco

Inutilizzabili dal fisco gli studi di settore quando i soci, dell’azienda alla quale si contesta la condotta antieconomica, sono inquadrati come dipendenti e amministratori.È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 17303 del 17 giugno 2021, ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. Alla srl erano stati contestati ricavi in nero dal momento che i compensi dei soci erano apparsi sproporzionati rispetto al fatturato. Subito l’azienda aveva impugnato l’atto impositivo incassando l’annullamento che ora è stato reso definitivo in sede di legittimità. In primo luogo gli Ermellini hanno attinto dal principio generale secondo cui la procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è “ex lege” determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli “standards” in sé considerati quali meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività – ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento, con il contribuente.In più, ecco il punto, la Ctr del Lazio, a fronte di un accertamento di maggiori ricavi (non dichiarati) basato sulla applicazione dello studio di settore per antieconomicità di gestione – ha ritenuto- con una valutazione di merito non sindacabile in sede di legittimità – provata dalla contribuente la esclusione dell’attività di impresa dall’area di applicazione degli standards, stante la sussistenza, avuto riguardo alla ristretta compagine familiare e all’inquadramento dei soci come dipendenti e amministratori, della causa di giustificazione dello scostamento – indicata nel comunicato stampa dell’Agenzia – in relazione all’indicatore del “valore aggiunto per addetto” delle spese per lavoro dipendente.Il verdetto reso in secondo grado è dunque divenuto definitivo e senza appello. La società potrà strappare l’atto impositivo con la richiesta delle maggiori imposte relative a presunti ricavi in nero.

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