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Studi di settore, incognita tempi

Sui versamenti legati agli studi di settore pesa l’incognita dei tempi. Che potrebbe far slittare la scadenza ordinaria del 16 giugno 2012. I contribuenti per eseguire i pagamenti, senza maggiorazioni, dovrebbero avere a disposizione almeno 20 giorni in più.
Non è certo una novità. Lo scorso anno, infatti, il termine per i versamenti è slittato al 6 luglio (quando si poteva adempiere senza maggiorazioni), e per altri 30 giorni – fino al 6 agosto – è stata data la possibilità di versare con la maggiorazione dello 0,40 per cento.
Il rinvio, quest’anno, potrebbe ricalcare quanto accaduto nel 2011 e dipende soprattutto dal varo dei correttivi anti-crisi. Gli “ammortizzatori” congiunturali da applicare ai conti del 2011 sono stati sostanzialmente approvati dalla Commissione degli esperti all’inizio del mese (si veda «Il Sole 24 Ore» del 5 aprile) e saranno pubblicati in «Gazzetta Ufficiale» entro il prossimo lunedì (il 30 aprile).
Le linee guida dei correttivi però dovranno essere inserite nel software di Gerico. Alle specifiche tecniche si sta già lavorando, ma potrebbero volerci ancora alcune settimane. Per questo motivo dovrebbe essere concesso più tempo agli operatori per i versamenti. La proroga di 20 giorni più 30 sarà disposta con un Dpcm.
In generale, per il 2011 l’impatto dei correttivi dovrebbe essere più rilevante rispetto al 2010. Anche se alcuni studi di settore sono stati già revisionati lo scorso anno incorporando le perdite di produttività e redditività registrate nel 2009 (meccanici, bar, parrucchieri e gelaterie).
La commissione degli esperti ha delineato, in ogni caso, diversi livelli di correttivi: ci sono quelli “specifici” applicati nell’autotrasporto per l’aumento del prezzo del petrolio; quelli “congiunturali di settore”, destinati ai soggetti non congrui identificati in base alle comunicazioni annuali Iva; e quelli “congiunturali individuali” per i soggetti non congrui che presentano nel 2011 una riduzione dei costi variabili dichiarati rispetto al biennio 2009-2010 (e selezionati anche attraverso coefficienti focalizzati su cluster e territorio).
Inoltre, sono stati definiti anche correttivi ad hoc per i professionisti per assorbire le riduzioni delle tariffe e l’aumento dei casi in cui il professionista non sia riuscito a incassare integralmente quanto pattuito con i clienti.
Parallelamente ai correttivi, il decreto ministeriale con cui saranno formalizzati i correttivi dovrebbe provvedere a introdurre anche nuovi e più stringenti indicatori di coerenza e di normalità economica. Queste ultime modifiche sono dirette a ridimensionare il numero dei contribuenti “idonei” a beneficiare del regime premiale fissato dall’articolo 10 del decreto Salva Italia (decreto legge 201/2011, convertito nella legge 214/11).
Nei confronti dei contribuenti soggetti agli studi di settore che hanno dichiarato (anche a seguito di adeguamento) ricavi o compensi pari o superiori a quelli “congrui”, che abbiano assolto gli obblighi di comunicazione e siano risultati “coerenti”, tra le altre cose, sono preclusi gli accertamenti basati sulle presunzioni semplici, sono ridotti di un anno i termini di decadenza per le verifiche, mentre gli accertamenti sintetici sul reddito complessivo saranno ammessi esclusivamente se il reddito totale accertabile supera di almeno un terzo (anziché un quinto) quello dichiarato.

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