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Studi di settore impugnabili

Studi di settore impugnabili. L’aumento ingiustificato dei ricavi richiesti ai fini della congruità, in un anno di gravee crisi economica, sembra infatti sufficiente a mettere fuorigioco questo strumento di determinazione presuntiva dei ricavi.

Anche i medici di famiglia lamentano questa incongruità (si veda la prima lettera pubblicata al piede).

L’evoluzione dello studio di settore WK10U ha eliminato la possibilità di sterilizzare i compensi percepiti sulla base dell’ammontare delle prestazioni rese in convenzione con il servizio sanitario nazionale chiedendo mediamente aumenti dei ricavi, e di conseguenza del reddito, rispetto all’esercizio precedente.

Al pari di quanto osservato per i pediatri in convenzione con il Ssn anche lo studio di settore dei medici di medicina generale sembra non conoscere alcuna crisi, anzi, pretende un incremento nei compensi percepiti dell’ordine del 9-10% rispetto all’esercizio precedente. La cosa più assurda di tutta la vicenda è che Gerico chiede incrementi di compensi per categorie professionali la cui attività è solo parzialmente concorrenziale, essendo in buona parte legata al rispetto di un contratto definito a livello nazionale con il servizio sanitario nazionale.

L’intervento su alcune variabili strutturali del software di calcolo del livello di compensi necessari al raggiungimento delle soglie di congruità di queste categorie professionali suona come una sorta di tradimento di quel regime di collaborazione fra amministrazione finanziaria e categorie professionali che ha finora contraddistinto le evoluzioni triennali degli studi di settore. Non è soltanto la federazione italiana dei medici di famiglia a far sentire la sua voce con la lettera inviata a ItaliaOggi (si veda altro servizio in pagina). Anche l’unione nazionale dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, preso atto delle risultanze delle nostre elaborazioni che vedano lo studio di settore di questa categoria attestarsi su incrementi medi dell’ordine del 10-15% rispetto all’anno scorso, non ha esitato nel levare la sua voce definendo come «incomprensibile» la presunzione di risultati in ascesa, richiesti da Gerico 2013, ai fini dell’adeguamento ai compensi puntuali delle categorie professionali.

Dal tono delle due missive sembra che l’incremento del livello dei compensi puntuali e minimi richiesto dalle versioni evolute degli studi di settore delle categorie professionali non fosse stato annunciato durante le riunioni tenutesi presso la Sose. Per le rappresentanze delle categorie professionali si è trattata dunque di un’amara sorpresa e non a caso i toni delle due missive lasciano intendere un senso di profonda delusione e sconcerto rispetto all’operato dell’amministrazione finanziaria. Tant’è. A campagna dei dichiarativi che volge ormai al termine non resta che prendere atto della situazione e ove possibile correre ai ripari. Certo è che la sollevazione creatasi a seguito di tali incomprensibili, quanto ingiustificati, incrementi può essere considerata una giusta causa per il non adeguamento dei contribuenti interessati e per la contestuale segnalazione dell’anomalia nel quadro annotazioni del modello studi.

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