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Studi di settore evoluti, Gerico sforna aumenti a doppia cifra

Gerico 2013: riduzioni di qualche punto percentuale per pochi ed aumenti a doppia cifra per molti. Eccolo il vero volto degli studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2012 per le categorie professionali. Gli esempi proposti nella tabella in pagina riguardano attività professionali per le quali, con effetto proprio dal periodo d’imposta 2012, gli studi di settore si sono «evoluti». I risultati delle elaborazioni compiute da ItaliaOggi Sette sono sorprendenti. Già nei giorni scorsi (si veda ItaliaOggi del 18 luglio) avevamo sottolineato come per Gerico 2013 il comparto delle attività professionale fosse in qualche modo indenne dalla crisi economico-finanziaria in atto. Espandendo l’analisi ad un ventaglio più ampio di attività professionali con studi di settore evoluti, le impressioni risultano più che confermate.

Ipotizzando l’invarianza nelle condizioni strutturali e contabili delle singole attività fra i periodi d’imposta 2011 e 2012 ed elaborando i due modelli con Gerico 2012 prima, e con Gerico 2013 poi, i risultati sono quelli evidenziati in tabella.

Nella maggior parte dei casi elaborati il nuovo software richiede, a parità di condizioni, un incremento nel livello dei compensi puntuali che supera sempre la doppia cifra percentuale. Si passa da un minimo dell’11% dello studio di settore del medico odontoiatra fino ad arrivare alla punta massima del 18% dello studio di settore del consulente del lavoro.

In altre situazioni, soltanto tre per la verità, Gerico 2013 si posiziona invece su di un livello di compensi puntuali leggermente inferiore a quello richiesto lo scorso anno. Si tratta comunque di diminuzioni percentuali dell’ordine di alcuni punti come nel caso del medico di famiglia e del ginecologo (-2%) o dello studio legale (-6%).

Fra le categorie professionali che mostrano i maggiori incrementi percentuali nei compensi puntuali richiesti da Gerico 2013 per il raggiungimento della congruità, troviamo i commercialisti (+16%) e i consulenti del lavoro (+18%).

Per Gerico dunque le categorie economico-contabili sembrano indenni dalla crisi economica in atto. Queste tipologie di professionisti, sempre secondo le evoluzioni dei loro studi di settore, godrebbero addirittura di nuova linfa dalla particolare situazione congiunturale che sta attraversando il nostro paese con compensi, e quindi incassi, in crescita esponenziale.

Che in questo particolare comparto di attività professionale la quantità del lavoro sia aumentata per effetto della crisi è una verità sacrosanta. Le aziende in difficoltà economica e finanziaria richiedono sempre più attenzione ed assistenza ai loro professionisti per l’attivazione di procedure straordinarie (accordi di ristrutturazione, ricorso agli ammortizzatori sociali ecc.) ma ciò non significa che poi il maggior lavoro equivalga anche a maggiori compensi. Anzi, forse è l’esatto contrario.

A fronte di un maggior impegno professionale, sia in termini qualitativi che quantitativi, i professionisti dell’area economico-contabile si trovano ad avere sempre più difficoltà a riscuotere le prestazioni effettuate proprio perché direttamente effettuate in favore di clienti in situazioni di difficoltà economica e soprattutto di liquidità.

Più comprensibile invece il calo dei compensi puntuali stimati da Gerico 2013 per il comparto degli studi legali. Quella degli avvocati, stando anche dalle indicazioni che si possono ritrarre dalle relazioni annuali delle commissioni regionali sugli studi di settore, è una delle professioni ad aver subito per prima, e in misura maggiore, gli effetti della congiuntura negativa. I motivi di tutto ciò sono presto detti. La crescita, quasi esponenziale, nel numero degli iscritti agli ordini forensi negli ultimi anni con la conseguente concorrenza fra generazioni in termini di tariffe e tipologie di prestazioni offerte e la difficoltà finanziaria della clientela sempre meno disposta ad affrontare contenziosi lunghi e dispendiosi.

Sorprende invece la crescita dei compensi puntuali richiesti da Gerico 2013 per il comparto delle professioni mediche e paramediche.

In questo settore di attività professionale infatti, a parte le eccezioni rappresentate dai medici di famiglia e dai ginecologici che si posizionano su livelli di compensi puntuali quasi invariati rispetto al 2011, si registrano sensibili aumenti dei compensi richiesti dallo studio di settore. Eppure anche nel campo delle attività sanitarie il 2012 è stato tutt’altro che un anno di rose e fiori. Oltre alle difficoltà economiche della clientela, sempre meno propensa a spendere somme importanti per analisi e visite specialistiche non strettamente necessarie ed indispensabili, si sono aggiunte anche le politiche di contenimento della spesa sanitaria messe in atto da tutte le regioni italiane con un conseguente calo delle tariffe e delle remunerazioni offerte ai professionisti del settore.

Nonostante queste considerazioni le simulazioni effettuate mostrano un incremento richiesto da Gerico 2013 sia per le attività di ostetricia (+13%) sia di pediatria (+12%) che di odontoiatria (+11%).

Si tratta di conclusioni che si pongono in antitesi con quanto disposto dal decreto ministeriale del 23 maggio scorso che, proprio per il perdurare della crisi economica, ha previsto che i risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore utilizzabili per il periodo di imposta 2012 vengano sterilizzati da quattro tipologie di correttivi congiunturali. Peraltro in tale decreto si era mostrata, forse per la prima volta in assoluto, una certa attenzione anche per il mondo delle professioni intellettuali con l’introduzione di uno specifico correttivo congiunturale dedicato alle c.d. stabili collaborazioni. Tale correttivo dovrebbe sterilizzare i compensi puntuali richiesti dallo studio di settore applicabile per il periodo d’imposta 2012 nell’ipotesi in cui il professionista collabori stabilmente con studi già avviati piuttosto che sviluppare prevalentemente un’attività in proprio con clientela autonoma.

Questo specifico correttivo non si applica però a tutte le categorie professionali ma solo a quelle ricomprese negli studi di settore VK23U, VK24U, VK25U, WK03U, WK04U, WK05U e WK18U, evoluti proprio a partire dal periodo d’imposta 2012.

Peraltro le simulazioni effettuate sembrano porsi in linea con quanto indicato nella recentissima, quanto tardiva, circolare n.23/e del 15 luglio scorso, secondo la quale il correttivo specifico relativo alle attività degli studi odontoiatrici, che tiene conto degli effetti dell’accordo per il progetto dell’odontoiatria sociale, applicabile per il periodo d’imposta 2011, allo studio VK21U, non è stato riproposto tra i correttivi crisi per il periodo d’imposta 2012. Ed infatti proprio lo studio dei medici odontoiatri è uno di quelli che mostra i maggiori balzi percentuali in avanti, con un più 11% sul livello dei compensi puntuali richiesti per la congruità rispetto all’esercizio precedente.

Attenzione massima dunque agli studi evoluti delle attività professionali. Il rischio è che a parità di condizioni di esercizio dell’attività e con livelli di compensi sostanzialmente immutati rispetto al 2011, che a prima vista potrebbe già considerarsi una situazione soddisfacente, Gerico 2013 mostri un responso di non congruità per effetto dell’incremento richiesto sopra evidenziato.

In casi del genere le ipotesi alternative sono soltanto due: l’adeguamento o il mantenimento di condizioni di non congruità con la possibilità di essere chiamati a giustificare la stessa in contraddittorio con l’ufficio. Contraddittorio nel quale il professionista avrà la possibilità di evidenziare le reali condizioni di svolgimento della sua attività e gli effetti concreti della crisi in atto che lo studio sembra non aver considerato.

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