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Studi di settore, correttivi in «prova»

Verifica sul campo dell’effettiva coerenza dei correttivi anti-crisi proposti prima dell’invio di Gerico (che in caso negativo non arriverà ad aprile ma tra maggio e giugno), indicatori di coerenza anch’essi finalmente posti in relazione alla realtà economica e che le Entrate sono disposte a rivedere già con effetti dal periodo di imposta 2016,semplificazione dei modelli degli studi e riduzione del numero dei dati richiesti con l’eliminazione di tutti quelli che non rilevano ai fini della formazione dei cluster e della stima dei ricavi. Con, in prospettiva, una revisione della metodologia di costruzione degli studi stessi.
Sono queste alcune delle importanti novità messe a punto ieri dalla Commissione degli esperti che ha espresso il proprio parere su una serie di interventi relativi all’applicazione degli studi di settore per il periodo di imposta 2015.
Iniziando dai correttivi anti-crisi, va sottolineato come l’approvazione non sia stata valutata sufficiente da alcune rappresentanze di categorie tanto che sono passate a maggioranza (e non all’unanimità) le revisioni per i settori delle costruzioni, le immobiliari, le software house e le attività connesse, proprio per l’impossibilità di verificare la reale portata di “percezione “ della crisi da parte dei nuovi indicatori. E a tale proposito la Commissione ha approvato un percorso metodologico che prevede la presentazione a marzo 2016 dei correttivi e la valutazione di essi sulla base dei feedback delle imprese. Se il parere sarà positivo si potrà anticipare il rilascio di Gerico (e quindi evitare la solita proroga delle dichiarazioni) e se invece sarà negativo si rimetterà mano ai correttivi, con rilascio di Gerico tra maggio e giugno.
Novità in arrivo anche per gli indicatori di coerenza.In particolare nel mirino sono finiti quelli relativi al valore aggiunto lordo per addetto, il margine per addetto non dipendente e l’indice di copertura dei beni di terzi e degli ammortamenti. Le associazioni e gli Ordini professionali hanno ribadito la loro contrarietà all’attuale assetto degli indicatori e Agenzia e Sose (la società per gli studi di settore) si sono resi disponibili a riconsiderare la questione, apportando correttivi che tengano effettivamente conto, anche in questo caso, della crisi economica e della realtà con la quale le imprese si misurano. La speranza è che tali indicatori siano già “revisionati” per gli studi relativi all’anno di imposta 2016.
Inoltre, la Commissione di esperti ha insistito sulla necessità di introdurre una forte semplificazione dei modelli degli studi con riduzione del numero dei dati richiesti e conseguente eliminazione di tutti quelli che non rilevano ai fini della formazione dei gruppi omogenei (i cosiddetti cluster) e della stima dei ricavi. Tale percorso di semplificazione inizierà già su alcuni dati dei modelli relativi al 2015. Inoltre, nel corso del 2016, inizierà un percorso parallelo alle revisioni ordinariamente previste, che vedrà la sperimentazione su un gruppo di studi in previsione di un nuova metodologia di costruzione degli studi stessi che dovrebbe portare alla riduzione sia del numero degli studi che del numero dei cluster, oltre che del numero di informazioni necessarie per la loro costruzione. Tale nuova metodologia sarà oggetto di una presentazione da parte di Sose nei primi mesi del 2016 affinché possa vedere coinvolte le associazioni in un percorso di compliance. La Commissione di esperti ha infine approvato l’aggiornamento delle “territorialità” applicate agli studi revisionati nel corso del 2015 e l’elenco degli studi che saranno oggetto di revisione nel corso del 2016.

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