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Studi di settore con il bollino

Studi di settore rafforzati. In arrivo i nuovi indicatori di coerenza economica che vanno a dare man forte alla struttura degli studi di settore. Dopo questi interventi di manutenzione, chi risulterà congruo, coerente e normale avrà una sorta di bollino di legalità rafforzata per una maggiore selettività ai fini dell’accertamento.

Mentre bisognerà aspettare un provvedimento ad hoc del direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera per quanto riguarda gli interventi sul regime premiale, anche se, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, l’intenzione dell’amministrazione è quella di allargare il campo di intervento delle disposizioni di favore andando ad aumentare i numeri dei contribuenti coinvolti rispetto a quelli dello scorso anno. Sono queste alcune indicazioni emerse durante un incontro svoltosi ieri tra rappresentanti delle categorie, Agenzia delle entrate e Società per gli studi di settore (Sose), finalizzato a definire gli interventi di manutenzione e correzione dell’universo studi per il 2013 e che, nella parte riguardante gli indicatori di coerenza economica, saranno ufficializzati il prossimo 5 marzo (si veda ItaliaOggi del 22/2/2013).

Durante l’incontro, il capo dell’ufficio studi di settore dell’Agenzia delle entrate, Massimo Varriale ha voluto evidenziare che non passerà molto tempo dall’approvazione di questi indicatori per predisporre il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sul regime premiale e poi successivamente quello dei correttivi anticrisi per completare il quadro degli interventi di manutenzione sugli studi . In particolare secondo i presenti all’incontro sul regime premiale l’orientamento emerso da parte dell’Agenzia è far si che siano ammessi quanti più studi aumentando, in tal modo, la platea dei contribuenti coinvolti rispetto alla precedente stagione.

Gli indicatori di coerenza economica presentati riguardano il margine per addetto non dipendente, l’indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti e la resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo.

Il primo, il margine per addetto non dipendente, misura il contributo di ciascun addetto non dipendente alla creazione del margine cioè rappresenta la capacità dell’impresa di remunerare il lavoro del dipendente, al lordo del costo per godimento di beni di terzi, degli ammortamenti, degli accantonamenti e dell’eventuale risultato negativo della gestione finanziaria e straordinaria.

Il secondo, l’indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti, evidenzierà il grado di copertura dei principali costi per l’utilizzo di beni strumentali all’attività dell’impresa mediante il margine al netto della remunerazione, ritenuta economicamente plausibile degli addetti non dipendenti.

Infine la resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo è quello che fornirà la misura per il contributo dei beni strumentali mobili alla creazione di valore.

Ai tre indicatori di portata generale sono stati affincati, e illustrati alle categorie, anche indicatori di tipo specifico applicabili cioè a studi di settori particolari. Per le autoscuole, per i servizi linguistici, per la riparazione degli elettrodomestici, il noleggio autovetture, discoteche, servizi di catering e mensa.

Un focus particolare è stato dedicato, inoltre, ai correttivi per le attività professionali applicabili nel caso di stabili collaborazioni dei professionisti che sono collaboratori, soprattutto nei primi anni di esercizio dell’attività, con uno studio avviato. In questo caso considerata la percezione di un compenso forfettario che prescinde dal lavoro svolto più basso rispetto a quello dei professionisti con attività lavorativa consolidata è stata introdotta una modulazione variabile delle ore dedicate all’attività.

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