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Studi di settore: caccia agli errori che allertano il fisco

Da strumento di controllo a meccanismo di selezione dei contribuenti. Questa nuova veste degli studi di settore – confermata dalla circolare 25/E/2014 e dal question time dello scorso 5 agosto – impone particolare attenzione ai contribuenti. 
In questo contesto, infatti, diventa più che mai importante interpretare il risultato di Gerico, analizzando non solo l’esito della posizione (congruità o meno), ma anche gli aspetti legati agli indicatori elaboratori dal sistema, le eventuali segnalazioni telematiche ottenute in sede di invio del modello, nonché gli ambiti connessi con le possibili comunicazioni di anomalia che l’Agenzia può recapitare direttamente sul cassetto fiscale del contribuente. Posizioni con irregolarità eclatanti potrebbero essere veicolo privilegiato per la selezione, dando il via ad una più incisiva attività di verifica a carico del contribuente.
L’invio telematico
Vanno tenuti in giusta considerazione i «controlli bloccanti confermabili» (***C). Può trattarsi di alterazioni “importanti” nella comunicazione dei dati, oppure di banali errori di compilazione. Potrebbero riguardare la mancata quadratura di alcuni dati di dettaglio fra il modello studi di settore e la dichiarazione dei redditi (ad esempio la somma dei righi F01 + F08 deve coincidere con il rigo RG2, colonna 2, di Unico PF) oppure anomalie congenite nella gestione delle informazioni all’interno dello stesso modello studi che potrebbero nascondere probabili sofisticazioni nella gestione dei dati (ad esempio, costo del venduto negativo).
A tali segnalazioni telematiche conviene prestare la giusta attenzione procedendo, prima dell’invio definitivo, qualora possibile, alla loro rimozione. In caso contrario bisognerà preparare un’adeguata spiegazione, poiché se è pur vero che tali segnalazioni (***C) si possono “forzare”procedendo comunque con l’invio, così facendo ci si assicura, per il prossimo giugno, il recapito di una lettera di anomalia nel quale il fisco chiederà contezza della forzatura. In ogni caso laddove non sia possibile rimuovere l’anomalia è quanto mai opportuno fornire nello spazio annotazioni del modello i relativi chiarimenti.
Gli indici «alfabetici»
Sono stati confermati anche per il 2014 gli indici di coerenza economica approvati con il Dm 24 marzo 2014, destinati a contrastare possibili situazioni di non corretta compilazione dei dati previsti dai modelli. Nell’esito di Gerico si tratta degli indici contraddistinti da lettere alfabetiche (da A ad F).
L’incoerenza su tali indicatori va analizzata e rimossa in quanto segnala, come evidenziato, errori grossolani o gravi alterazioni. Pertanto, ad esempio, se si compila il rigo F20 (ammortamenti) deve per forza essere presente il rigo F29 legato ai beni strumentali. In questo caso, per evitare ulteriori segnalazioni, è utile fare attenzione alla corretta compilazione dei righi di dettaglio esponendo nei campi interni, da un lato, le quote ammortamento dei beni strumentali (F20 campo 2) e, dall’altro, il valore dei beni strumentali in locazione finanziaria e quelli a noleggio (F29 campi 2 e 3).
Le comunicazioni
L’Agenzia procede all’analisi del modello degli studi di settore allegato a Unico, e in presenza di particolari non conformità comunica, solitamente nel mese di giugno dell’anno successivo all’inoltro telematico, direttamente nel cassetto fiscale o tramite invio all’intermediario, l’anomalia rilevata.
In relazione al periodo d’imposta precedente (redditi 2013) sono state individuate 54 casistiche consultabili nel sito delle Entrate. Si va da importanti incoerenze su alcuni indicatori alle incongruenze tra lo studio di settore presentato e i dati strutturali indicati nel modello, o ancora all’analisi di determinate poste contabili. Tutte situazioni che è utile consultare prima dell’invio telematico di Unico 2015 previsto per il prossimo 30 settembre.

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