Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Studi di settore al setaccio

MILANO –  Anche quest’anno sono in arrivo circa 100mila lettere a contribuenti che si vedranno segnalare anomalie negli studi di settore in relazione alle dichiarazioni presentate nel corso del 2010. Si tratta della prosecuzione di una campagna che, secondo quanto riferisce l’agenzia delle Entrate, «ha dato risultati discreti» tanto che viene riproposta.
E si tratta di lettere che si affiancano alle circa 50mila programmate per i contribuenti che, sempre nel 2010, hanno effettuato spese all’apparenza troppe elevate per il loro livello reddituale (si veda Il Sole 24 Ore del 21 aprile scorso). In pratica un’azione “combinata” per indurre comportamenti virtuosi nei cittadini chiamati a rivedere la loro posizione fiscale (o a rendere note le ragioni dello scostamento) prima che lo faccia direttamente l’agenzia delle Entrate, anche se accertamento sintetico e redditometro (con circa 40 milioni di destinatari) hanno di certo più capacità di convincimento degli studi di settore.
In ogni caso, per quel che riguarda gli studi di settore e le lettere in arrivo, con ogni probabilità entro l’estate, fanno sapere dall’agenzia delle Entrate che «l’operazione sarà diversa da quella messa in pista gli scorsi anni ma che i criteri non sono ancora stati puntualizzati». E, ad esempio, non è ancora chiaro se, come accadde nel 2010, saranno coinvolti nell’operazione di riscontro, attraverso l’invio di otto diverse comunicazioni, anche gli intermediari che hanno trasmesso le dichiarazioni. Tuttavia, è assai probabile che anche quest’anno le lettere indirizzate direttamente ai contribuenti si focalizzeranno su quattro tipologie di macro-errori: incoerenze relative alla gestione del magazzino, incoerenze tra rimanenze finali ed esistenze iniziali, incoerenze relative ai beni strumentali e, infine, incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Agli intermediari, invece, vennero segnalate anche eventuali incongruenze attinenti, nello specifico, alla compilazione del modello degli studi di settore e, quindi, riferibili alla mancata indicazione di dati fondamentali, alla persistenza di cause di esclusione per tre periodi d’imposta consecutivi oppure ai codici attività.
Sempre nel 2010, si precisò che la comunicazione di anomalia di per sé non comportava l’attivazione di un controllo da parte dell’amministrazione finanziaria. Tuttavia, va precisato che la circolare n. 20/E del 16 aprile 2010 aveva previsto uno specifico piano di controlli per i contribuenti che nel 2008 avevano perseverato in un comportamento risultato già anomalo nel triennio 2005-2007 e non è da escludere che le modalità si ripetano anche nel 2012.
Resta in ogni caso il fatto che gli aumenti delle penalità relative all’omissione del modello degli studi di settore, previste dalla manovra estiva del 2011, non si applicano nelle ipotesi in cui il contribuente si avvalga del ravvedimento operoso oppure regolarizzi la violazione prima della constatazione dell’amministrazione. È questo il principio che emerge dalla circolare n. 8/E dell’agenzia delle Entrate (si veda Il Sole 24 Ore del 18 marzo scorso) che specifica che se il modello degli studi viene presentato dopo i tempi del ravvedimento ma prima dei controlli dell’amministrazione, si applicano le sanzioni senza le maggiorazioni previste dalla manovra estiva 2011; e cioè non trova applicazione la sanzione massima di 2.065 euro e l’aumento del 50% delle penalità per infedele dichiarazione.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa