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Studi, congruità spartiacque

Studi di settore 2012, il regime premiale vuole soprattutto coerenza. L’allargamento del numero degli studi di settore ammessi ai benefici del regime premiale (si veda ItaliaOggi del 6 luglio) conferma una volta in più l’importanza strategica assunta dallo status di soggetto coerente a tutti gli indicatori di coerenza economica e di normalità previsti dallo studio di settore applicabile.

Il regime premiale per gli studi di settore per il 2012 abbraccia, infatti, quasi la metà della platea dei contribuenti soggetti all’accertamento sulla base delle risultanze di Gerico. Sono 91 gli studi di settore sui 205 applicabili per il periodo d’imposta 2012 che potranno accedere ai benefici previsti dal regime di favore introdotto dall’articolo 10 del dl 201/2011.

All’interno della platea dei 91 studi di settore ammessi al beneficio vengono confermati i 55 studi già nominati dal provvedimento del 12 luglio 2012, ai quali se ne aggiungono altri 36 individuati soprattutto all’interno della platea degli studi di settore che presentano almeno tre tipologie di indicatori fra le cinque previste dal provvedimento del 5 luglio scorso e che contemporaneamente contemplano anche l’indicatore «indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti».

Con l’introduzione del regime premiale di cui al dl 201/2011, gli indici di coerenza economica sono cresciuti a dismisura all’interno dei vari studi di settore. Ed è proprio il numero e la qualità degli indicatori di coerenza economica previsti che determina l’inclusione o meno di uno studio di settore nel regime premiale in oggetto.

Così come lo scorso anno, anche il provvedimento del 5 luglio scorso ha, infatti, individuato gli studi di settore ammessi al regime premiale sulla base della presenza di particolari tipologie di indicatori di coerenza individuati all’interno del provvedimento stesso.

Perché il contribuente che ricade in uno dei 91 studi di settore individuati nel provvedimento direttoriale possa accedere ai benefici del regime premiale deve, infatti, risultare coerente a tutti gli indicatori di coerenza economica e di normalità economica previsti dal suo studio di settore.

Nel caso in cui il contribuente consegua sia redditi d’impresa che di lavoro autonomo, precisa inoltre il provvedimento del 5 luglio, il regime di accertamento basato sulle risultanze dello studio di settore deve sussistere per entrambe le categorie reddituali. Se così non fosse, infatti, verrebbero meno i presupposti per ottenere i benefici del regime riconducibili alla riduzione dei termini di accertamento per tali tipologie di redditi e la preclusione dagli accertamenti basati solamente su presunzioni semplici.

Qualora invece il contribuente applichi per il periodo d’imposta 2012 due diversi studi di settore, i responsi in termini di congruità, anche per adeguamento, e di coerenza a tutti gli indicatori previsti dagli studi, deve sussistere per entrambi gli studi di settore. In un caso come questo, inoltre, per accedere al regime premiale è necessario che tutti e due gli studi di settore applicati nell’anno 2012 siano ricompresi nel novero dei 91 studi ammessi al regime di cui all’allegato 1 del provvedimento direttoriale del 5 luglio scorso.

È dunque la coerenza l’ultima frontiera degli studi di settore. Se non si è congrui ci si può sempre adeguare e superare l’ostacolo sia in termini di accertamento sia di accesso al regime premiale. Se non si è in linea con gli indicatori di coerenza invece c’è poco da fare. Si rischia la selezione ai fini di futuri controlli e non si possono mai ottenere, i pur limitati benefici, del regime premiale ex articolo 10 dl 201/2011.

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