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Studi, benefici ridotti per i congrui

Benefici ridotti nel tempo per i soggetti “in linea” con i risultati degli studi di settore. Questo almeno è quanto si verifica fino al periodo d’imposta 2011 (Unico 2012).
Questo quadro emerge dopo il provvedimento del direttore delle Entrate del 12 luglio scorso, con il quale sono state fissate le regole riguardo al regime premiale per i soggetti che risultano “congrui e coerenti” rispetto ai risultati di Gerico e che indicano fedelmente i dati degli studi (si veda la tabella riportata in pagina).
Va rilevato che la previsione di una speciale “copertura” per i soggetti che risultano in linea con i valori di Gerico è stata istituita nel 2007 (legge n. 296/2006) all’epoca in cui vi fu un momento di forte tensione (con le categorie economiche e non solo) per quanto concerne l’introduzione degli indicatori di normalità e la valenza probatoria dei risultati degli studi. Si volle, quindi, premiare i soggetti “virtuosi” ed incentivare, per gli altri soggetti, l’adeguamento agli studi stessi. Venne così inserita una norma che dava una certa “copertura” per i soggetti in linea con le risultanze di Gerico, soprattutto di piccole dimensioni, stabilendo l’inibizione per l’amministrazione finanziaria di effettuare gli accertamenti analitici-induttivi (cioè gli accertamenti maggiormente effettuati dalla stessa amministrazione) fino al 40% dei ricavi dichiarati, con il limite quantitativo di 50.000 euro.
Peraltro, sempre in quel periodo, venne dato un ulteriore incentivo all’adeguamento ai risultati di Gerico, stabilendo che chi risulta “congruo e coerente” è anche escluso dalla disciplina delle società di comodo. Si tratta di misure che devono fare riflettere, specie sul forte impatto che hanno avuto – almeno fino a poco tempo fa – sul piano psicologico gli studi. Dare tutti questi “incentivi”, per uno strumento che la Cassazione a Sezioni unite nel 2009 ha stabilito essere semplicemente una possibile anomalia del comportamento fiscale del contribuente, è significativo del fatto di quanto hanno contato (e contano, purtroppo) determinate prese di posizione a livello amministrativo rispetto alle norme di legge.
Va notato che la copertura dagli accertamenti analitici induttivi per i soggetti in linea rispetto ai risultati degli studi è stata modificata con la manovra di Ferragosto dello scorso anno (Dl 138/2011). È stato stabilito che per fruire dell’inibizione di tale tipologia di rettifica fino al 40 per cento dei ricavi (o compensi) dichiarati, con il limite di 50.000 euro, occorre essere “congrui” anche per l’anno precedente. La norma non fissa una precisa decorrenza, ma considerando che con il successivo decreto “salva Italia” (Dl 201/2011) tali vantaggi sono stati abrogati a far data dal 2011, l’Agenzia ha ritenuto che la norma si applichi, in quanto procedimentale, per il 2010 e per gli anni precedenti.
Ad ogni modo, con il decreto “salva Italia” è stato poi istituito il nuovo regime della trasparenza, il quale ha abrogato le norme “premiali” per i soggetti che risultano in linea con i risultati di Gerico, e stabilito, a prescindere dall’utilizzo della trasparenza, che chi risulta “congruo e coerente” e dichiara fedelmente i dati degli studi fruisce di una serie di vantaggi. Si tratta dell’inibizione dagli accertamenti analitici-induttivi (senza alcun limite percentuale e/o quantitativo), dell’anticipo di un anno dei termini di decadenza dell’azione di accertamento e del fatto che lo scostamento tra reddito accertabile e reddito dichiarato, per potere effettuare il “sintetico”, deve risultare pari almeno a un terzo. La norma (il comma 12 dell’articolo 10) stabilisce che con un provvedimento dell’Agenzia “possono” essere differenziati nel tempo i termini di accesso alla disciplina.
Due annotazioni: quando la norma parla di disciplina pare che il riferimento debba andare a quella della trasparenza e non a dei semplici vantaggi per chi è in linea rispetto a Gerico (che non possono essere considerati una “disciplina”). Poi non sembra coerente che il legislatore molte volte attribuisca la “facoltà” all’Agenzia di disporre dei provvedimenti di attuazione. A quel punto non si può non pensare che i benefici risultino, almeno per quest’anno, necessariamente “ristretti”.

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