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Studi a responsabilità limitata

La rettifica della precompilata entro il 10 novembre limita le responsabilità dei Caf e dei professionisti alle sole sanzioni. L’entità di queste ultime dipende però dall’invio tempestivo o meno della dichiarazione originaria. Ai fini della tardività dell’invio del modello 730/2015 vale il termine prorogato del 23 luglio 2015 e non quello originario del 7 luglio. Nessuna attività di accertamento, iscrizione a ruolo e riscossione se dal rilascio di un visto di conformità infedele deriva un credito tributario inferiore ai 30 euro. Sono questi, in estrema sintesi, gli ultimissimi chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate con la circolare n.34/e di ieri in risposta a una serie di questioni interpretative ad essa prospettate dal coordinamento nazionale dei centri di assistenza fiscale. Ovviamente si tratta di questioni che vertono tutte sul tema della dichiarazione 730 precompilata e sulle nuove sanzioni previste a carico dei professionisti e degli intermediari abilitati disciplinate dall’articolo 6 del dlgs 175 del 2014.

Regime sanzionatorio per rettifiche entro il 10 novembre

Premesso che l’invio di un modello 730 rettificativo entro il termine del 10 novembre comporta per il Caf il pagamento della sola sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente e non anche le maggiori imposte e gli interessi, la consulta dei centri di assistenza fiscale ha chiesto alle Entrate se in tale ipotesi sia dovuta, in aggiunta, anche la sanzione per tardiva dichiarazione.

La risposta fornita nella circolare n.34 esclude tale sanzione aggiuntiva a carico del Caf o del professionista abilitato alla condizione però che il modello 730 originario sia stato presentato tempestivamente. Qualora il modello 730 originario fosse stato invece presentato tardivamente rispetto alla scadenza allora alla sanzione dovuta dal Caf o dal professionista abilitato per l’invio della correttiva entro il 10 novembre si aggiunge anche quella per la tardività della dichiarazione.

La tardività per il 2015

Tenuto conto del differimento dell’ordinario termine di invio dei modelli 730/2015 dal 7 al 23 luglio disposto con il dpcm del 26 giugno 2015 la consulta dei Caf ha chiesto alle Entrate quale dei due termini debba essere considerato ai fini della valutazione dell’invio tardivo dei modelli 730 del corrente anno.

Nessun dubbio al proposito da parte dell’Agenzia. Solo i modelli presentati dopo la data del 23 luglio 2015 devono essere considerati tardivi ed è da tale data che decorrono i termini per regolarizzare le violazioni stesse.

Visto infedele, nessun effetto sotto i 30 euro

La circolare di ieri precisa che per le violazioni in materia di rilascio del visto di conformità infedele anche ai Caf e ai professionisti abilitati si applica la disposizione contenuta nell’articolo 12-bis del dpr 602/73 relativa all’importo minimo iscrivibile a ruolo. Ciò significa che qualora l’apposizione del visto infedele dia luogo a crediti erariali non superiori ai 30 euro non si fa luogo a nessuna attività di accertamento né di iscrizione a ruolo.

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