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Studi, il 64% ha corretto le anomalie

L’alert dell’agenzia delle Entrate ha funzionato, almeno nel 64% dei casi. Undici mesi fa il fisco ha inviato 190mila comunicazioni di anomalie a 117mila contribuenti soggetti agli studi di settore. Si trattava, in pratica, di un’operazione di «dialogo collaborativo» dell’Agenzia che intendeva in questo modo allertare i contribuenti non in linea con gli studi. Il risultato, ancora provvisorio, dimostra che quella della compliance è la strada giusta: dei 117.372 contribuenti esaminati, 106.787 imprese e 10.585 professionisti, ben 75.066 (il 64% della platea) hanno accolto l’invito delle Entrate a regolarizzare la posizione correggendo, di fatto, il proprio comportamento fiscale. Le correzioni hanno permesso a questi contribuenti di riallinearsi agli studi di settore, cancellando le anomalie relative al 2014. Il 36% dei destinatari delle comunicazioni (42.306 soggetti) non hanno, invece, provveduto a mettere a posto i conti e risultano, quindi, aver reiterato il comportamento anomalo.
Dall’Agenzia sottolineano che il primo bilancio è «positivo» anche se mancano all’appello 73mila posizioni ancora da esaminare. «Sono oltre 75mila – spiegano dalle Entrate – i contribuenti che hanno accettato di rivalutare la propria posizione rimediando preventivamente a eventuali errori od omissioni oppure fornendo ulteriori chiarimenti».
Con questo strumento collaborativo l’Agenzia vuole mettere con largo anticipo i cittadini nelle condizioni di avere un quadro completo della loro posizione fiscale «per aiutarli in seguito ad adempiere correttamente o a mettersi in regola ed evitare, così, i controlli».
La campagna di invio degli alert relativi alle anomalie sarà ripetuta anche quest’anno anche se è ancora troppo presto per azzardare previsioni: il numero dei destinatari delle nuove lettere dipenderà dai dati sugli studi di settore che l’Agenzia non ha ancora conteggiato. Una cosa è certa: l’obiettivo dichiarato dalla direttrice centrale aggiunta Accertamento dell’Agenzia, Emiliana Bandettini, è quello di «raddoppiare» le 270mila comunicazioni inviate lo scorso anno (comprese quelle sugli studi di settore), per «spingere sull’adempimento già in fase di dichiarazione» (si veda «Il Sole 24 Ore» del 13 maggio).
Entro i primi giorni di giugno le comunicazioni relative alle anomalie riscontrate negli studi di settore saranno disponibili sul cassetto fiscale dei singoli contribuenti, che verranno avvisati attraverso la posta elettronica certificata (Pec), via mail o sms. Un messaggio allerterà il contribuente, che sarà quindi invitato ad aprire il proprio cassetto fiscale sul sito delle Entrate e a leggere la comunicazione di anomalia. Una volta letta la comunicazione, il contribuente potrà verificare la propria situazione e scegliere se fornire giustificazioni o ravvedersi. Nel primo caso, potrà fornire chiarimenti e precisazioni tramite i software gratuiti che saranno messi a disposizione sul sito delle Entrate. Nel secondo caso, potranno regolarizzare gli errori e le omissioni tramite il ravvedimento operoso beneficiando così delle diverse riduzioni delle sanzioni previste a seconda della tempestività delle correzioni. Quella del ravvedimento è una chance che resta valida anche se la violazione è già stata constatata o sono iniziati accessi, ispezioni, verifiche.

Francesca Milano

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