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Studi 2012, correttivi «incisivi»

L’operazione studi di settore per il periodo d’imposta 2012 arriva alla stretta finale. E il quadro si va completando.
Nei giorni scorsi, per esempio, sono apparse sul sito dell’agenzia delle Entrate le ultime bozze dei modelli relativi i dati rilevanti ai fini degli studi di settore e dei quadri relativi agli indici di normalità economica. Mercoledì è stato, invece, pubblicato in «Gazzetta Ufficiale» il provvedimento che aggiorna le regole sulla coerenza in relazione all’andamento della congiuntura (si veda Il Sole 24 Ore di ieri).
L’appuntamento clou, però, è previsto per la prossima settimana quando la commissione degli esperti valuterà come gestire per il periodo d’imposta 2012 la partita dei correttivi anti-crisi. Il lavoro dei tecnici per arrivare a definire i correttivi continuerà anche nel fine settimana di Pasqua: sul tavolo i risultati delle comunicazioni Iva che sono state presentate entro il 28 febbraio e le indicazioni che sono arrivate dalle associazioni di categoria. E l’attesa è che l’avanzare della crisi possa portare a correttivi incisivi, forse più “forti” che in passato.
Il punto di partenza sarà la conferma degli strumenti che hanno dato buona prova l’anno scorso. Spazio, quindi, con tutta probabilità ai correttivi sulla normalità economica; ai correttivi congiunturali di settore, elaborati per cogliere gli aspetti dei singoli comparti; ai correttivi specifici mirati su alcuni comparti e ai correttivi congiunturali individuali previsti, a determinate condizioni, per tutti i settori sottoposti agli studi, oltre che a strumenti per far rilevare i ritardi nei pagamenti, anche con la pubblica amministrazione, cui devono fare fronte i professionisti.
Strumenti che vincono, dunque, non si cambiano. Questo perché, secondo le aspettative, si ritiene che l’utilizzo dei correttivi sia stato nel 2011 ancora più ampio che nel 2010. Se è vero che nel 2010 ne usufruirono 3,1 milioni di contribuenti su 3,7 milioni ecco che si potrebbe avvicinare a un utilizzo ancora più di massa nell’anno successivo.
Il quadro generale, poi, è peggiorato ulteriormente nel 2012. Da qui la necessità che i correttivi diventino probabilmente ancora più incisivi: l’attesa è che ce ne sia più bisogno che in passato perché la crisi è sicuramente stata peggiore in molti settori mentre si conterebbero davvero sulle dita di una mano i comparti che hanno segnato un miglioramento.
Sul fronte dei professionisti, poi, si dovrà tener conto che le riscossioni delle parcelle sono diventate sempre più difficili: da qui la necessità di correttivi su misura per il comparto.
Due le questioni ancora aperte. In prima battuta individuare le categorie che potranno accedere al regime premiale per chi è in regola con gli studi: in questo caso l’intenzione è di allargare la platea anche se l’ultima parola spetterà alle Entrate.
Questo mentre la stessa Agenzia deve valutare se far partire, come consuetudine di questi ultimi anni, le lettere di “richiamo” da inviare alla vigilia della stagione dichiarativa che sono destinate ai contribuenti che presentano significative incongruenze. L’ipotesi è che questa prassi possa essere superata anche se non è escluso che, all’ultimo momento, questa strategia venga considerata ancora valida per portare alla presentazione di dichiarazioni di qualità migliore.

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