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Studenti di medie e licei ciceroni fra i tesori d’Italia

ROMA — «In Italia abbiamo uno splendido articolo della Costituzione, il 9. Obbliga la Repubblica alla tutela del patrimonio paesaggistico e culturale. Ma per agire lo Stato dev’essere circondato da una tradizione scolpita nel cuore degli italiani. Le Giornate del Fai, il Fondo Ambiente Italiano, mirano proprio a questo: a ricostruire la coscienza dei luoghi e dei loro saperi».
Andrea Carandini, archeologo e presidente del Fai, presenta nell’auditorium dell’Ara Pacis a Roma il programma della edizione numero 22 delle Giornate Fai di Primavera per sabato 22 e domenica 23 marzo. Ecco le cifre: 750 visite straordinarie ad altrettanti siti sparsi in 320 località di 20 diverse regioni, 7.000 volontari del Fondo Ambiente Italia mobilitati, 22.000 ragazzi delle scuole secondarie inferiori e superiori impegnati come apprendisti ciceroni. Quest’anno si tratterà un tema particolare: il bimillenario della morte di Augusto Imperatore. Dei 750 siti aperti, 120 costituiranno un itinerario intitolato appunto «Sulle tracce di Augusto».
Si partirà dal Teatro di Marcello di Roma (dove comincerà domenica su Raitre alle 8.45, con Andrea Carandini, la diretta dedicata al Fai che durerà fino alle 11.10) e si proseguirà, solo per fare qualche esempio scelto tra i tanti, col Teatro Romano di Brescia e il Teatro Romano di Milano, il quartiere ellenistico-romano di Agrigento, il ponte di Augusto e Tiberio a Rimini. Andrea Carandini, che ieri sera ha tenuto una lectio magistralis su Augusto all’Auditorium di Renzo Piano a Roma, ha sottolineato che si tratta «dell’unica manifestazione nazionale con al centro la figura di Augusto, nel suo bimillenario, e il suo progetto di rifondazione dello Stato imperiale».
La Giornata di Primavera Fai non si esaurirà con Augusto. Ci saranno molti altri luoghi da riscoprire e da studiare. Per esempio la straordinaria sede Rai di Venezia a palazzo Labia affrescato dal Tiepolo, il palazzo Giustiniani-Odescalchi a Bassano Romano (di proprietà pubblica ma in attesa di valorizzazione e di restauro), l’ottocentesco Carcere di san Sebastiano a Sassari (altro edificio vuoto che attende un nuovo destino), il monastero del Santissimo Salvatore a Corleone. A Milano visita speciale alla sede Rai di corso Sempione, progettata da Giò Ponti per la prima sede Eiar. Sempre a Milano sarà aperto al pubblico lo storico palazzo del Corriere della Sera in via Solferino 28, che dal 1904 ospita le redazioni, così come saranno visitabili le stamperie del Corriere della Sera a Pessano con Bornago. A Napoli si riscoprirà l’Archivio di Stato nato nel 1808 e ospitato nel Monastero dei santi Severino e Sossio. Per consultare elenchi e orari (e per capire come partecipare alla campagna di iscrizione e autofinanziamento) è possibile consultare www.giornatefai.it .
Il vicepresidente esecutivo del Fai, Marco Magnifico, ha chiesto il sostegno dei visitatori: «I siti sono aperti gratuitamente ma contiamo sulla generosità del pubblico. La nostra è anche una campagna di iscrizione, speriamo quest’anno di totalizzare 20.000 nuovi tesseramenti. Apriremo agli italiani non solo monumenti, ma tutto ciò che la storia ha prodotto».
Il sostegno del governo è arrivato col sottosegretario ai beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, già presidente del Fai prima di Andrea Carandini: «Tutti i partiti dicono che l’Italia si salva grazie al suo patrimonio. Ma senza organizzazioni come il Fai, senza la partecipazione della società civile, non ce la faremo mai».

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