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Stretta Ue sulle società controllate estere

Il commissario europeo con delega alla fiscalità, Pierre Moscovici, ha presentato ieri l’atteso pacchetto di misure della Commissione europea per una piena e uniforme attuazione, tra i paesi membri dell’Unione europea, dei recenti indirizzi internazionali in materia di lotta all’elusione fiscale delle imprese multinazionali. Le misure presentate ieri contengono quattro strumenti specifici più un quinto documento tecnico di lavoro a supporto degli stessi. In particolare, una proposta di direttiva anti-elusione fiscale, una proposta di direttiva (DAC4) sullo scambio automatico delle informazioni previste dal Country-by-country-reporting (Cbcr), una proposta di Raccomandazione su misure antiabuso nei trattati contro le dd.ii. e una Comunicazione sulla nuova strategia dell’Unione europea nei confronti dei paesi terzi paradisi fiscali. La proposta di direttiva anti-Beps è sicuramente la misura più importante. Imporrà, una volta adottata, degli standard minimi ai 28 paesi membri su alcuni istituti fiscali che si ritiene necessario regolamentare in maniera comune e coordinata.

Interessi passivi. Si fissa il limite del 30% dell’ebitda o tetto massimo di 1mln di euro più un carve-out di gruppo basato un test equity su asset. Il settore finanziario è escluso da tali regole.

CFC. Si prevede la tassazione per trasparenza in capo alla controllante dei redditi delle società controllate estere, quando sottoposte ad un livello effettivo di tassazione inferiore al 40% di quello che si sarebbe avuto nel paese della controllante, tanto con riferimento a controllate extra Ue quanto intra Ue, purché in tale ultimo caso si tratti di costruzioni puramente artificiali, nel rispetto dei principi dettati dalla Corte di giustizia europea.

Ibridi. Tanto per strumenti quanto per entità ibride, lo stato che riceve il pagamento si dovrà allineare alla caratterizzazione riconosciuta dallo stato pagante. GAAR (General anti-abuse rule). S’introduce una norma generale anti-abuso costruita in conformità agli indirizzi della Corte di giustizia europea. Operazioni o serie di operazioni non genuine dovranno essere disconosciute quando poste in essere con lo scopo essenziale di ottenere vantaggi fiscali in contrasto con l’oggetto o lo scopo delle disposizioni fiscali applicabili. Clausola di switch-over Si prevede una clausola volta a neutralizzare gli effetti negativi (i.e. non si potrà più concedere l’esenzione) di certi pagamenti in-bound (e.g. distribuzione di utili) quando i soggetti pagatori sono sottoposti all’estero (i.e. extra Ue) a una tassazione inferiore a una determinata soglia. Si traccia quindi un «livello minimo» di regole al disotto del quale non sarà più consentito andare, concedendo allo stesso tempo un maggior livello di dettaglio ai singoli stati membri, in base alle proprie specificità.

CBCR. Il pacchetto contiene una nuova (la terza) modifica alla Direttiva sulla cooperazione amministrativa in ambito fiscale che prevede invece l’obbligo, per gli stati membri, di raccogliere dalle imprese residenti a capo di gruppi multinazionali con fatturato uguale o superiore ai 750 milioni di euro, le informazioni previste dal Cbcr, anche al fine di scambiarle, in maniera automatica, con le altre giurisdizioni interessate.

Treaty shopping e stabile organizzazione. Per i risultati Beps in tali ambiti, lo strumento prescelto dalla Commissione è invece una Raccomandazione, dove si chiede di tenere conto delle specificità del contesto giuridico europeo nell’attuare le indicazioni provenienti dall’Ocse. La Commissione ha svelato ieri le proprie carte, starà ora ai paesi membri lavorare al fine di trovare un accordo, quanto più veloce e ambizioso possibile, per dotare il mercato interno di quegli strumenti minimi necessari per un’efficace azione comune di contrasto all’elusione fiscale da parte delle imprese multinazionali.

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