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Stretta Ue sui prodotti taroccati

Stretta al livello Ue contro il commercio parallelo e i prodotti elettronici «taroccati» che arrivano all’interno dei confini comunitari. Con possibilità, fra l’altro, per i doganieri di far distruggere i prodotti sequestrati senza bisogno di procedure formali e legali. È quanto prevede un regolamento Ue in arrivo nell’ordinamento comunitario (il parlamento ha dato il suo sì lo scorso giugno e ora manca solo la pubblicazione in Guue, procedimento 06353/1/2013 – C7-0142/2013 – 2011/0137(COD)).

Il nuovo provvedimento abroga il regolamento 1383/2003 e include nomi commerciali, disegni dei prodotti semiconduttori e modelli di utilità.

Distruzione delle merci contraffatte. Cuore del provvedimento è l’articolo 23 del nuovo regolamento, che stabilisce come le merci sospettate di essere contraffatte o usurpative «possono essere distrutte sotto controllo doganale senza che sia necessario determinare se un diritto di proprietà intellettuale è stato violato a norma del diritto dello Stato membro in cui si trovano le merci», ma solo ad alcune condizioni.

Tra queste il paragrafo 2, che delinea una sorta di «silenzio-assenso» alla distruzione se il dichiarante o il detentore delle merci non hanno confermato il proprio accordo alla distruzione entro 10 giorni per le merci comuni (3 per le deperibili), e non hanno notificato la propria opposizione alla distruzione alle autorità doganali che hanno adottato la decisione di sospendere lo svincolo delle merci o di bloccarle.

In tema di costi, l’art. 27, fatto salvo che la distruzione delle merci contraffatte oggetto di piccole spedizioni ricade sulle autorità doganali, stabilisce che «se richiesto dalle autorità doganali», il destinatario della decisione di accoglimento della domanda rimborsa i costi sostenuti dall’amministrazione doganale per tenere le merci sotto vigilanza doganale e per distruggerle.

Prima della distruzione, peraltro, possono essere prelevati dei campioni. Non solo: secondo l’art. 20.2.b e 20.3, in presenza di «un accordo scritto tra il destinatario della decisione di accoglimento della domanda e il detentore delle merci che prevede l’abbandono delle stesse a fini di distruzione», allora «la distruzione è effettuata sotto controllo doganale a spese e sotto la responsabilità del destinatario della decisione di accoglimento della domanda, salvo diversamente specificato nella legislazione dello Stato membro in cui le merci sono distrutte».

 

Risarcimento del danno. Resta salva la possibilità, per il danneggiato nel suo «Dpi» (diritto di proprietà intellettuale), di chiedere un risarcimento all’autore della violazione «o ad altre persone in conformità alla legislazione dello Stato membro in cui le merci sono state trovate».

Tuttavia, la responsabilità delle autorità doganali deve essere disciplinata dalla legislazione degli Stati membri, anche se il fatto che le autorità doganali abbiano accolto una domanda di intervento non deve implicare che il destinatario della decisione abbia diritto a risarcimento qualora tali merci sfuggano al controllo di un ufficio doganale e siano svincolate o in assenza di un provvedimento di blocco delle stesse.

 

Mercato parallelo. Le norme volute dall’Europa hanno esteso l’azione della tutela del diritto di proprietà intellettuale (Dpi) dal momento che il regolamento 1383/2003 non copriva alcune categorie di merci e fattispecie specifiche.

Anche il mercato parallelo, prima non toccato dal regolamento del 2003, adesso è nel mirino dell’eurolegislatore.

Per prodotti di mercato parallelo s’intendono beni che sono stati prodotti col consenso del titolare del diritto, ma posti sul mercato per la prima volta nell’Area economica europea senza il suo consenso; in particolare, prodotti di mercato parallelo sono quei beni prodotti da una persona debitamente autorizzata da un titolare del diritto a fabbricare una certa quantità di beni, superiore alle quantità concordate tra le parti.

È ad esempio una pratica abbastanza diffusa per prodotti come videogiochi, orologi, prodotti elettronici che sul mercato «grigio» o parallelo possono arrivare a costare anche il 50% in meno rispetto a quello ufficiale (ma con implicazioni quali ad esempio il mancato riconoscimento della garanzia ufficiale del costruttore).

Il nuovo regolamento è un ulteriore tassello del Piano d’azione della Commissione per i diritti di proprietà intellettuale a sostegno di creatività e innovazione nell’ambito di «Europa 2020: strategia per la crescita nell’Unione europea» varata nel 2010 dalla Commissione Ue. Un programma che ha focalizzato l’attenzione dell’eurolegislatore su temi quali marchi, brevetti (proposta di creazione di un tribunale europeo unificato di tutela dei brevetti) e la tutela dei Dpi da parte delle dogane.

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