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Stretta Ue sui Panama papers

L’Europa si prepara all’arrivo della commissione d’inchiesta sui Panama papers. La Conferenza dei presidenti, composta dai capi gruppi politici e dal presidente dell’assemblea ha dato ieri il via libera al mandato che ha come oggetto la formazione di una commissione di inchiesta sui file relativi a conti esteri custoditi dallo studio Mossack Fonseca.

La commissione d’inchiesta, secondo quanto si legge dal documento presente sul sito del Parlamento europeo, sarà composta da 65 membri e avrà l’obiettivo di indagare sulle presunte violazioni e casi di cattiva amministrazione che hanno come base il riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale. Quello che si cercherà di capire quindi, saranno i meccanismi che sono stati usati per aggirare le regole fiscali già esistenti, da parte dei singoli individui o società che hanno portato i loro capitali nei paradisi fiscali. Questa decisione arriva dopo che già alcuni paesi dell’Eurozona hanno preso importanti determinazioni sul punto. Uno fra tutti è la Francia che, per porre rimedio allo tsunami provocato dai Panama papers, ha deciso di attuare una serie di modifiche per rendere il fisco più trasparente. Il 27 maggio 2016 è stato, infatti, firmato un decreto che da vita a un registro pubblico dei trust. E questa è solo l’ultima di una serie di interventi che i francesi stanno attuando, messi di fronte alle migliaia di società off-shore presenti negli elenchi panamensi (si veda ItaliaOggi del 28 maggio scorso).

Ma andiamo con ordine. L’iter per la creazione della commissione di inchiesta è iniziato il 13 aprile scorso, quando la Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo a Strasburgo, aveva deciso all’unanimità di istituire la commissione, in base alla decisione interistituzionale del 19 aprile del 1995 che attribuisce, alla commissione, il potere di convocare i rappresentati dei governi e di imporre la consegna di documenti. Il secondo passo è avvenuto il 4 maggio 2016, quando, la Conferenza dei presidenti ha definito, dopo il voto della plenaria, il mandato della commissione di inchiesta. Il terzo passo è stato compiuto il 24 maggio, quando è stato redatto il testo del mandato. E infine, ieri, il 2 giugno 2016, la Conferenza dei presidenti ha dato parere favorevole al documento che dovrà essere sottoposto al voto del Parlamento europeo l’8 giugno, durante la sessione plenaria. Dopodiché, la commissione d’inchiesta avrà tempo 12 mesi per elaborare una relazione.

Giorgia Pacione Di Bello

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