Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Stretta Ue su trading e speculazione

di Riccardo Sabbatini

I regolatori europei innescano la retromarcia. A quattro anni di distanza dall'avvio della Mifid, la commissione di Bruxelles ha presentato ieri una nuova versione della direttiva sui servizi d'investimento con l'obiettivo di promuovere una maggiore trasparenza nelle contrattazioni finanziarie del continente e limitare la volatilità delle Borse che le regole finora in vigore avevano reso possibile. «I mercati finanziari devono essere al servizio dell'economia reale e non viceversa», ha commentato il commissario al mercato interno Michel Barnier. Un esempio del nuovo vento che soffia tra i policymaker continentali sono le norme per i derivati sulle materie prime (vedi altro articolo nella stessa pagina) e quelle con cui verranno messi sotto tutela gli scambi ad "alta frequenza" (high frequency trading), inserite all'ultimo momento nel corpo della New Mifid.

La pratica di immettere in modo automatico un gran numero di ordini nei circuiti di negoziazione servendosi di complicati algoritmi di calcolo determinò nel maggio scorso la caduta rovinosa dell'indice Dow Jones in una sola seduta di Borsa. Simili terremoti non dovranno più avvenire. D'ora in poi gli operatori avranno l'obbligo di informare le autorità del mercato sulle strategie d'investimento disegnate con i loro software, vi sarà un limite agli ordini che potranno essere immessi con un'unica transazione. Non solo. Chi offre simili servizi d'investimento dovrà dimostrare di possedere un sistema di controllo dei rischi e liquidità adeguati. E non potranno essere fatti sconti eccessivi sulle commissioni di Borsa (in relazione al numero degli scambi).

Per il resto il testo della direttiva e del regolamento che ieri sono stati rilasciati dagli uffici di Barnier rispecchiano in gran parte i contenuti delle bozze che già circolavano tra gli operatori. La scelta di policy più rilevante è quella di estendere gli standard di trasparenza finora in vigore sugli scambi azionari a prodotti derivati regolati da controparti centrali, prodotti strutturati e, soprattutto, le obbligazioni. L'industria finanziaria italiana lo aveva richiesto già con la prima Mifid, ma senza successo. Avevano prevalso le posizioni dei grandi intermediari anglosassoni per i quali la "eccessiva" trasparenza può essere d'ostacolo alla liquidità degli scambi. In realtà nelle fasi più acute della crisi dei mercati è accaduto proprio il contrario ed ora se ne prende atto. L'adeguamento agli standard azionari sarà completo per gli obblighi di trasparenza post negoziazione mentre per quelli di quotazione pre negoziazione sarà circoscritto ai prodotti trattati su piattaforme organizzate.

Con l'obiettivo di ridurre lo spazio di manovra degli scambi "fuori mercato" (otc) nasceranno nuove piattaforme chiamate Otf (Organised Trading Facilities) che si affiancheranno a quelle già istituite (borse, sistemi multilaterali di negoziazione, internalizzatori sistematici). In questi nuovi circuiti verranno trasferiti i cosiddetti crossing system, gli scambi che gli intermediari rendono possibili mettendo in contatto le proposte dei clienti (in vendita ed in acquisto) e che finora sfuggivano ad ogni rilevazione. La new Mifid non reintrodurà l'obbligo di concentrazione degli scambi in Borsa, che molti paesi (tra cui l'Italia) avevano in vigore prima del 2007. La competizione tra le diverse piattaforme è stata ribadita anche nel differente clima regolatorio. Tuttavia, al fine di circoscrivere almeno sul piano informativo le conseguenze della dispersione degli scambi – in molte piazze del continente quasi la metà delle transazioni avvengono al di fuori degli exchange – sono state rafforzate le misure per consolidare i dati sulle contrattazioni. La scelta rimane quelle di stimolare una risposta di mercato che finora è mancata (in Usa, al contrario, esiste un sistema pubblico di consolidamento dei dati). Per favorirla vengono istituiti nuovi intermediari, gli Apa (Approved pubblication arrangement) con il compito di canalizzare all'esterno le informazioni sugli scambi. L'altra novità di rilievo riguarderà i derivati con l'obiettivo di trasferirne almeno in parte le contrattazioni su circuiti organizzati. Ieri la commissione di Bruxelles ha avviato anche il restyling della direttiva market abuse (Mad) sui reati finanziari (insider trading e manipolazione). I casi più gravi saranno puniti con sanzioni penali che, peraltro, la legislazione italiana già prevede.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Come prevedevano alcuni un mese fa, allo spuntare della lista di Bluebell per il cda di Mediobanca, ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Google entra nel mirino dell’Autorità antitrust italiana che, prima in Europa, ieri ha aperto un ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le imprese e i committenti non saranno lasciati soli. Anche a chiarire la posizione di alcuni player...

Oggi sulla stampa