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Stretta sull’Iva di favore

Modifiche al perimetro di applicazione di esenzioni e aliquote ridotte dell’Iva. Taglio del cuneo fiscale (abbattendo, cioè, il costo del lavoro) e via libera alla riforma del catasto, rendendo il registro degli immobili aderente ai valori di mercato. E, ancora, sì al contenimento del debito (che, secondo le previsioni, arriverà al 132,2% del pil nel 2014) e a un rafforzamento della spending review nei prossimi mesi, operando nei successivi provvedimenti legislativi un contenimento delle spese «a tutti i livelli amministrativi».

Sono alcuni capitoli della bozza del Documento di economica e finanza (Def), che sarà presentato il 20 settembre, e con cui il governo punta a realizzare una serie di interventi ambiziosi per rilanciare l’economia dell’Italia. Inevitabili, nel documento, i «ritocchi» al regime di tassazione, che soffoca cittadini ed imprese: occorre, si legge, «trasferire il carico tributario da lavoro e capitale a consumi, beni immobili e ambiente assicurando la neutralità di «bilancio» e, a tal fine, va diminuita «l’ampiezza del cuneo fiscale», bisogna poi risistemare l’ambito di applicazione delle esenzioni e aliquote ridotte dell’Iva «e delle agevolazioni fiscali dirette». Il pareggio di bilancio ed il pieno rispetto degli impegni europei, mantenendo il disavanzo entro il 3%, rappresentano per l’esecutivo di Enrico Letta un recinto «obbligatorio» di cui tener conto per decidere qualsiasi iniziativa futura, anche perché l’Italia «non può permettersi di tornare indietro sulla procedura d’infrazione» europea; in tale contesto, pertanto, il testo specifica come «interventi aggiuntivi di sostegno all’economia» potranno essere effettuati esclusivamente a «saldi invariati», e con il reperimento di risorse di copertura ad hoc.

Nell’«Agenda per la crescita», allegata alla Nota di aggiornamento del Def, si precisa come occorrerà usare «i progressi sul fronte dell’emersione degli imponibili oggi sottratti al fisco, legalmente o illegalmente, per finanziare sgravi rivolti alla generalità dei contribuenti e, in particolare, a coloro che oggi assolvono pienamente i loro obblighi»; nel contempo, gettando uno sguardo alle necessità del mondo produttivo, si dà la priorità allo sviluppo delle micro-piccole imprese mediante «mutui agevolati per gli investimenti, a tasso zero», incentivando ulteriormente i canali di sovvenzionamento «alternativi a quello bancario, e l’apertura al mercato dei capitali», soprattutto favorendo «l’emissione di obbligazioni» da parte aziendale. Un occhio anche agli imponenti investimenti infrastrutturali, agevolati mediante «misure di defiscalizzazione delle Grandi opere» abbassando la soglia (per essere inseriti in tale platea, ndr) agli interventi con una valore inferiore ai 500 milioni, con l’obiettivo di mobilitare fondi privati su lavori di dimensioni più contenute, ma che possono rapidamente tradursi in spesa e nuova occupazione; il piano governativo Destinazione Italia, recita il documento, sarà veicolo di «politiche e riforme per migliorare l’ambiente imprenditoriale, aumentare l’attrattività del nostro Paese e valorizzare asset pubblici».

Stimolo, poi, a mettere in atto i contenuti dell’Agenda digitale, perché la sua mancata adozione comporterebbe costi molto elevati. Un monitoraggio sullo stato di attuazione del dlgs 235/2010, che ha visto coinvolte 1.497 amministrazioni, si legge, testimonia l’ampia diffusione delle tecnologie digitali nelle p.a. e in particolare la quasi totale digitalizzazione di scuole e università», ecco dunque l’urgenza di proseguire sulla strada della modernizzazione attraverso il via libera ai provvedimenti attuativi, specie quelli concernenti la conservazione dei documenti informatici. Stato centrale ed enti locali, infine, nell’ambito della lotta alla corruzione, devono vedere potenziati gli strumenti che migliorano la trasparenza, strumento indispensabile per prevenire il fenomeno e «responsabilizzare coloro che svolgono funzioni istituzionali nell’utilizzo delle risorse pubbliche».

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