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Stretta sulle frodi assicurative

di Marco Rogari

Via libera a un pacchetto di correttivi al capitolo assicurazioni, con l'aumento delle pene fino a cinque anni contro le frodi, lo stop ai risarcimenti per le lesioni di piccola entità, la garanzia del massimo rimborso anche per i carrozzieri non convenzionati e l'introduzione di meccanismi anti-truffa ad hoc come il Registro dei testimoni e dei «danneggiati». Ma anche una frenata sulle banche, con la quasi bocciatura dell'emendamento Pdl sul divieto di incroci tra fondazioni bancarie e istituti controllati e l'alt ai ritocchi sulle banche popolari. E una trattativa a singhiozzo, e non senza tensioni, sui tribunali delle imprese. È stata all'insegna degli stop and go e dell'impasse la giornata di lavori in commissione Industria al Senato sul decreto liberalizzazioni.
Una giornata con poche votazioni che sembra aver ulteriormente spianato la strada alla fiducia alla quale il Governo ricorrerà quando il testo approderà in Aula. L'appuntamento è stato fissato ieri dalla conferenza dei capigruppo per mercoledì 29 febbraio e il disco verde dovrà arrivare entro il 2 marzo. Un'ulteriore conferma della difficoltà del cammino del decreto è arrivata dalla decisione di rinviare la prevista seduta notturna a oggi. Gli stessi relatori, Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), non hanno negato che restano numerosi nodi da sciogliere: dalle professioni alle farmacie.
Ieri la partita si è giocata soprattutto sui terreni delle assicurazioni e delle banche. Sul primo versante è stato approvato un emendamento del Terzo polo che prevede che non venga più riconosciuto il danno biologico, con relativo risarcimento, per le lesioni di lieve entità (ad esempio quelle conseguenti al colpo di frusta), a meno di una specifica attestazione medico-legale. A questo ritocco se ne sono aggiunti molti altri. A cominciare dall'istituzione di una nuova banca dei testimoni e dei «danneggiati» (emendamento Pdl) e dall'irrobustimento delle pene contro chi froda le assicurazioni, che dovranno salire a un minimo di un anno e un massimo di 5 anni (attualmente oscillano tra sei mesi e 4 anni). Sono poi passate misure per arginare il fenomeno della contraffazione dei contrassegni (più spinta ai tagliandi elettronici). Prevista inoltre una sanzione amministrativa da parte dell'Isvap alle compagnie di assicurazione Rc auto che non trasmetteranno annualmente all'Istituto di vigilanza la relazione su sinistri e frodi.
Approvato anche un emendamento del Pd che elimina la riduzione del 30%, prevista dal decreto, dei rimborsi da parte delle compagnie nel caso di riparazione dell'auto in carrozzerie non autorizzate. La commissione ha anche dato l'ok all'articolo del decreto che prevede sconti per chi monta in auto la scatola nera.
Sul fronte degli istituti di credito, sono stati anzitutto ritirati gli emendamenti del Pdl sulle banche popolari, che sarebbero stati presentati anche sulla base di alcune istanze siciliane: la rotta resta quella tracciata dalla riforma presentata in commissione Finanze al Senato da Cinzia Bonfrisco (Pdl). La relatrice Vicari ha poi fatto sapere che il Governo sembra essere contrario a parlare in questo momento di uno stop agli incroci tra Fondazioni bancarie e banche. Maggiore disponibilità è invece emersa sul tema degli incarichi.
Un'altra questione ancora aperta è quella del tribunale delle imprese. Un emendamento dei relatori, non in linea con il parere espresso dalla commissione Giustizia del Senato e con la posizione del Guardasigilli, Paola Severino, prevede l'aumento delle sedi da 12 a 20 e l'eliminazione di alcune competenze come quelle sulla class action. Una soluzione che ha creato tensioni e che non è condivisa da molti senatori, soprattutto del Pd. In serata i relatori sono stati costretti a cercare una mediazione.
Gli stessi relatori hanno presentato un pacchetto di emendamenti che si apre con la possibilità di ottenere un mutuo dalla banca anche senza aver aperto un conto corrente. Conto corrente che dovrà essere in ogni caso gratuito per i pensionati con assegni sotto i 1.500 euro. Previsti anche l'azzeramento delle commissioni sui rifornimenti di carburante fino a 100 euro con bancomat o carta di credito, lo stop alle clausole vessatorie nei contratti tra professionisti e consumatori e la libera scelta sul mercato di polizze assicurative per il mutuo. Dovrebbero poi essere recuperate nel decreto le misure sui tirocini dei magistrati rimaste fuori dal milleproroghe.

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