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Stretta sulle banche, Nouy concede tempo: preparatevi

Solo pochi giorni fa incontrando l’Abi e i banchieri italiani a Roma il capo della Vigilanza Bce, la francese Danièle Nouy, si era mostrata «rigida» — secondo le indiscrezioni sulla riunione — circa le nuove regole (il cosiddetto «addendum») sulla svalutazione automatica dei crediti deteriorati, gli npl. Ieri la stessa Nouy, parlando a Francoforte, ha fatto un’apertura alle richieste dei banchieri, in particolare italiani, ma sui tempi più che sulla sostanza delle nuove norme: «L’addendum è stato sottoposto a una consultazione pubblica conclusa a dicembre. Abbiamo esaminato i commenti e le opinioni legali ricevute ed emenderemo di conseguenza. Tra le altre cose, potremmo cambiare la data di applicazione e chiariremo il contesto» in cui queste richieste di accantonamenti si inseriscono nella vigilanza prudenziale, un lavoro che Bce porta avanti in coordinamento con la Commissione Ue. In ogni caso «l’addendum sarà finalizzato nel primo trimestre dell’anno» anche se potrebbe entrare in vigore più avanti. Sul punto la linea della Bce è chiara: «Il mio primo messaggio alle banche è questo: fare troppo poco e tardi non è un’opzione percorribile. Porterà sicuramente a maggiori problemi nel futuro. Il secondo è: preparatevi per l’addendum». Nouy ha ricordato che anche se gli npl sono in calo, «a circa 800 miliardi di euro, rappresentano ancora un problema che non può essere ignorato».

Il problema è soprattutto delle banche italiane, le più esposte ai prestiti alle imprese e dunque più danneggiate da quasi dieci anni di crisi. Non è un caso che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ieri sia tornato sul tema: «Non c’è nessun altro Paese che vuol ridurrre gli npl così come noi», ha detto a Davos, «Sono già stati ridotti del 25%, un’eredità della profonda crisi che ha attraversato il Paese». Padoan è preoccupato dalla prospettiva di «aggiustamenti artificiali dei bilanci bancari». Sullo sfondo c’è anche la partita sul varo della garanzia unica Ue sui depositi, che i tedeschi e i Paesi del Nord vogliono legata alla riduzione dell’esposizione ai titoli di Stato del Paese di residenza: «Il limite all’esposizione sovrana, se imposto con la velocità sbagliata, può innescare un meccanismo negativo», ha spiegato Padoan. «Bisogna quindi tenere conto della reazione dei mercati. Mi pare che questo non si sia capito. Il punto reale sta nell’attuazione», ha continuato: «Se una misura dice, ad esempio, che entro sei mesi quella tal banca deve cedere certi asset, potrebbe succedere che in tempi molto più brevi il mercato distruggerà quella banca». Padoan ha anche affrontato il tema degli asset illiquidi, abbondanti soprattutto nei bilanci delle banche tedesche. «Ci sono molti asset Tier 3 nei bilanci bancari, non in quelli italiani, ma di questo stranamente non si parla. Si parla sempre degli Npl, guarda caso italiani».

Fabrizio Massaro

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