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Stretta sui movimenti di capitali

di Cristina Bartelli 

Stretta sui movimenti di valuta ai confini. La bozza di decreto fiscale esaminata ieri dal preconsiglio dei ministri e che sarà approvata venerdì dall'esecutivo, riscrive infatti le sanzioni e le procedure per l'estinzione delle sanzioni per chi è colto a esportare valuta oltre la soglia consentita dei diecimila euro.

Riformulate con l'introduzione di due scaglioni le sanzioni per l'esportazioni di valuta. Chi tenterà di esportare valuta oltre la soglia dei 10 mila euro si vedrà applicare una sanzione amministrativa dal 5 al 20% dell'importo trasferito se l'eccedenza arriva comunque a 10 mila euro. La sanzione aumenta dal 20 al 40% se il valore dell'eccedenza sfora i 10 mila euro. A queste violazioni si applicano le norme del testo unico sulle norme valutarie. Attualmente, invece, è previsto il pagamento fino al 40% dell'importo trasferito o che si tenta di trasferire, eccedente la soglia dei 10 mila euro, con un minimo di 300 euro. Il soggetto cui è contestata la violazione può dunque chiederne l'estinzione versando il 5% del denaro contante eccedente la soglia dei 10.000 euro se però questa eccedenza comunque non superi la cifra dei 10 mila euro. La sanzione aumenta al 10% se l'eccedenza arriva al tetto dei 40 mila euro. In precedenza si pagava sempre il 5% con una soglia limite al ribasso cioè non meno di duecento euro. Anche questo valore è modificato la sanzione minima comunque è di 100 euro. Il pagamento potrà essere effettuato al momento della contestatazione alla Guardia di finanza e all'Agenzia delle entrate o al ministero dell'economia entro dieci giorni. Il pagamento in forma ridotta è off limits quando l'importo supera i 40 mila euro, norma dunque più restrittiva visto che in precedenza la soglia era di 250 mila euro e la formula dell'estinzione non potrà essere applicata se nell'arco di cinque anni questa forma di «bonus» è stata già utilizzata.

Le norme sulla dirigenza. Le agenzie fiscali entrano nel comparto della contrattazione collettiva nazionale. Il decreto legge fiscale riporta le agenzie e i monopoli all'interno del decreto legislativo 165/2001. I quattro comparti di contrattazione collettiva nazionale dunque diventano cinque ripristinando in tal modo le agenzie come un comparto di spefica contrattazione. Ma le novità per il braccio operativo dell'amministrazione finanziaria non finisce qui. Al debutto la figura professionale del quadro nelle agenzie fiscali. Il quadro secondo la disposizione svolgerà funzioni di direzione di strutture di livello non dirigenziale. Sarà inquadrato nella categoria il personale della terza area che abbia maturato almeno cinque anni di esperienza professionale nell'area stessa. L'obiettivo è quello di consentire l'accorpamento dei livelli di responsabilità più elevata tipici della funzione dirigenziale. Con il nuovo modello il rapport tra dirigenti e personale dovrebbe evolvere a 1 a 30. Nel decreto l'impegno di agenzie e monopoli è quello di arrivare a un rapporto 1 a 45 tra dirigenti e restante personale. Ma, si legge nelle bozze di preparazione del dl, questa forte riduzione deve accompagnarsi al rafforzamento dei livelli intermedi di responsabilità. Ecco dunque che viene creata una nuova categoria di personale quella dei quadri in posizione intermedia tra dirigenti e funzionari. Per far fronte a queste nuove figure professionali la spesa da sostenere sarebbe coperta utilizzando i risparmi di spesa derivanti dalla riduzione delle posizioni dirigenziali.

Corsia preferenziale per le agenzie fiscali, inoltre, per quanto riguarda il blocco del turn over. Il rimpiazzo integrale delle uscite per le agenzie fiscali e l'amministrazione dei monopoli sarà anticipato al 2012. Altrimenti secondo i tempi della legislazione vigente ci sarebbe stato un turnover molto ridotto. Sblocco del turnover anticipato allargato anche per Equitalia.

Infine una norma del dl fiscale è dedicata al braccio di ferro sui funzionari incaricati di posizioni dirigenziali arrivato al consiglio di stato. Norma dapprima inserita in un emendamento al decreto legge mille proroghe poi ritenuta estranea alla materia dello stesso e ora, con alcune modifiche, inserita nel decreto in emanazione. La nuova versione diventa una vera e propria sanatoria. Si prevede infatti che nelle more dell'espletamento dei concorsi le agenzie fiscali e i monopoli, salvi gli incarichi già affidati, possono attribuire incarichi dirigenziali a propri funzionari con la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato la cui durata è fissata in relazione al tempo necessario per la copertura del posto vacante tramite concorso.

Dunque via libera per le agenzie fiscali e monopoli a bandire procedure concorsuali per la copertura delle posizioni dirigenziali vacanti. Gli incarichi, novità rispetto alla versione inserita nel milleproroghe, sono conferiti nel rispetto del principio di rotazione, in modo tale che la durata massima della titolarità nello stesso incarico non superi la durata dei cinque anni.

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