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Stretta sui giudici tributari

Stretta sui giudici tributari. Il rinvio a giudizio per corruzione, concussione o peculato comporterà l’esonero immediato dall’esercizio delle funzioni, con perdita del compenso fisso. Sospensione obbligatoria in caso di custodia cautelare o di condanna, anche non definitiva, per gli stessi reati (fino a un massimo di cinque anni). Ma la sospensione da tre a sei mesi potrà essere disposta anche nei confronti dei giudici «lumaca»: chi omette o ritarda oltre i termini il deposito di almeno tre sentenze nell’arco di 12 mesi dopo essere già stato sollecitato dal presidente di commissione, come pure i presidenti che non fissano udienze per più di un mese senza giustificato motivo. La radiazione, però, sarà irrogata solo in caso di recidiva. È quanto prevede il nuovo regolamento disciplinare del Cpgt, l’organo di autogoverno della giustizia tributaria, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 168 di ieri.

Il provvedimento, anticipato da ItaliaOggi dell’11 giugno 2014, tende a responsabilizzare maggiormente i presidenti di commissione e di sezione, chiamati a vigilare sugli illeciti disciplinari dei singoli magistrati (e a rispondere personalmente in caso di mancato controllo). Il Consiglio di presidenza, che si è ispirato anche al procedimento disciplinare vigente per i magistrati ordinari, ha tratteggiato meglio l’elenco degli illeciti disciplinari: dai comportamenti che arrecano indebito vantaggio a una delle parti alla consapevole inosservanza dell’obbligo di astensione, dall’interferenza sull’attività di un altro giudice all’ignoranza o negligenza inescusabile, fino ad arrivare al reiterato ritardo nel compimento degli atti relativi all’esercizio delle funzioni o all’adozione di sentenze mal motivate e/o affette da palesi illogicità.

Rimodulato il quadro delle sanzioni disciplinari, che saranno deliberate dal Cpgt e materialmente comminate con decreto del Mef. L’ammonimento sarà irrogato per trasgressioni giudicate lievi. La censura colpirà il mancato deposito di una decisione dopo un primo sollecito oppure la recidiva nelle lievi trasgressioni. La sospensione dalle funzioni, come detto, sarà applicabile nei casi di ripetuto ritardo nel deposito delle decisioni o nella mancata fissazione delle udienze. La sanzione più pesante, infine, resta la rimozione dall’incarico, che tuttavia potrà operare solo nei casi di recidiva in trasgressioni punibili con la sospensione delle funzioni. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi il Cpgt avrebbe voluto andare oltre, punendo con la radiazione i casi più gravi (per esempio la corruzione): tuttavia, a tale scopo non basta una decisione in via amministrativa, ma si rende necessaria una modifica legislativa al dlgs n. 545/1992.

A fronte del giro di vite, si amplia il diritto di difesa dei magistrati tributari. L’incolpato avrà la possibilità di accesso agli atti e di depositare le proprie memorie fino a 10 giorni prima della discussione davanti al Consiglio. L’azione disciplinare non potrà essere promossa dopo un anno dal giorno in cui palazzo Chigi e il presidente della Ctr competente hanno avuto notizia del fatto disciplinarmente rilevante.

Il nuovo regolamento, infine, delinea i rapporti tra il procedimento disciplinare e il giudizio ordinario (civile e penale). Le vicende viaggeranno su binari paralleli. Tuttavia, la sentenza penale irrevocabile avrà autorità di cosa giudicata nel giudizio disciplinare. L’assoluzione comporterà la restituzione dei compensi arretrati non percepiti dal magistrato durante il periodo di stop forzato. In ogni caso, su richiesta dei pm il Cpgt potrà sempre sospendere in via provvisoria il giudice sotto processo, quando i fatti ascritti siano incompatibili con l’esercizio della giurisdizione tributaria.

In presenza di nuovi elementi o di ulteriori prove, la revisione del procedimento disciplinare potrà essere richiesta in qualsiasi momento dall’interessato o dai suoi eredi che ne abbiano interesse anche soltanto morale. L’articolo 19 del regolamento precisa che la morte o qualsiasi altra causa di cessazione dall’incarico di giudice tributario estingue il procedimento disciplinare. Non così le dimissioni: in tale ipotesi il Cpgt può respingerle, quando all’incolpato è contestato un fatto che può comportare la sanzione della rimozione dell’incarico.

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