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Stretta su inutili contenziosi: si punta su compliance e contraddittorio

Compliance e contraddittorio: su questo punteranno gli Uffici per dirimere in prima battuta le questioni connesse a evasione ed elusione, cercando di evitare inutili contenziosi.

Invero, anche a causa della perdurante diffusione epidemiologica da Covid-19 che impone il distanziamento sociale e conseguentemente la difficoltà di effettuare verifiche, accessi e ispezioni presso le aziende, gli Uffici punteranno sul dialogo (soprattutto a distanza), ovvero sul ravvedimento spontaneo da parte dei contribuenti a seguito del ricevimento delle lettere di compliance.

In sostanza, verranno privilegiate le forme istruttorie propedeutiche alle attività di accertamento, al fine di innalzare la qualità delle contestazioni, evitando così di arrecare ulteriori danni all’Erario.

La questione deve essere accettata di buon grado, poiché non di rado si è assistito e si sta ancora assistendo a contestazioni riguardanti casi altamente specifici e sconfinanti in settori totalmente diversi dall’ambito fiscale (si vedano, per esempio, i risvolti tecnico-scientifici afferenti all’attività di ricerca & sviluppo) non compiutamente supportati da una adeguata verifica, che richiederebbe pareri di tecnici esterni.

L’Agenzia sottolinea proprio come occorrerà procedere con oculatezza circa le modalità istruttorie da utilizzare, valorizzando al massimo le occasioni e gli strumenti di contraddittorio preventivo. Con tale disposizione, che si auspica verrà mantenuta nel tempo e non solo attuata a causa dello stato pandemico, l’esecuzione delle verifiche darà pari dignità alle parti, permettendo al contempo agli Uffici di operare una valutazione, caso per caso, ancor più specifica circa le ipotesi fraudolente o delittuose commesse dai contribuenti.

È indubbio come, proprio per la particolarità dei target scelti (su tutti, occorre nominare nuovamente i crediti d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo), non è solo al risvolto amministrativo a cui occorre guardare, seppur connotato da elevata onerosità in termini economici, ossia imposta/credito utilizzato in compensazione e sanzioni irrogate, ma è anche e soprattutto quello penale cui ci si riferisce. Invero, prendendo per esempio il reato di cui all’art. 10-quater, dlgs n. 74/2000 relativo alle compensazioni con utilizzo di crediti non spettanti ovvero inesistenti, la bassa soglia di punibilità (50 mila euro) può essere facilmente superata e dunque la commissione del reato risulterebbe di facile realizzazione. Ciò potrebbe muovere da una verifica non pienamente attuata, i cui profili di incertezza non vengano risolti dalla documentazione rinvenuta in sede di accesso; rischio, invece, che verrà ora ridotto proprio a ragione dell’incentivo al contraddittorio che permetterà agli Uffici di aumentare la qualità delle contestazioni.

Certo è vero che il contraddittorio rimarrà nella maggior parte dei casi «a distanza», sostanziandosi in una richiesta di documentazione da parte degli Uffici, ma ciò deve essere inteso in senso positivo anche dal lato del contribuente, il quale, oltre a fornire quanto richiesto, potrà di proprio impulso addurre ulteriori atti e fatti avvaloranti il suo operato.

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