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Stretta delle regioni sui confidi

di Francesca Barbieri

Nel 2009 hanno sostenuto le imprese con oltre 9 miliardi di nuove garanzie, una cintura di protezione che nel 2010 si è allargata del 15%, secondo le proiezioni di Assoconfidi, l'associazione che raggruppa i consorzi di industria, artigianato, agricoltura e commercio. Quest'anno la partita più difficile per il sistema dei confidi italiani si gioca su due campi diversi: da un lato, proseguire nel sostegno alle imprese ancora in crisi; dall'altro, supportare le aziende sulla strada della ripresa. Sfide da affrontare in uno scenario dai contorni mutati dall'entrata in vigore delle nuove regole per i controlli sul patrimonio e dove potrebbe venire a mancare – o quanto meno ridursi – l'iniezione di fondi pubblici dalle regioni, che negli ultimi otto anni hanno trasferito ai confidi oltre 700 milioni di euro (vedi l'articolo a lato).

«Il settore è cresciuto rapidamente – spiega Luca Erzegovesi, ordinario di Finanza aziendale all'Università di Trento – e si è caricato di quote di rischio elevate, che potrebbero tradursi in un massiccio aumento delle insolvenze nel giro di un anno, un anno e mezzo». La solidità del patrimonio è dunque non solo un requisito imposto dalla riforma del Testo unico bancario che andrà a regime entro fine anno (e, in prospettiva, da Basilea 3), ma anche un utile cuscinetto per ammortizzare le sofferenze. Patrimonio che si può rafforzare, secondo le norme attuali, solo attraverso versamenti delle imprese socie o fondi pubblici. Non è infatti passato l'emendamento al Milleproroghe che proponeva di aprire il capitale a soci non Pmi (banche ed enti pubblici in primis), «che avrebbe allargato in tempi rapidi – commenta Francesco Bellotti, presidente di Federconfidi, la Federazione che associa 47 consorzi del settore industriale – le possibilità di capitalizzazione».

Sul versante degli aiuti pubblici, del resto, si annuncia un anno di magra per il sistema dei confidi. Sicilia e Campania sono in fase di approvazione del bilancio regionale e dai rispettivi assessorati allo sviluppo economico non si riescono ancora a quantificare le misure di sostegno all'accesso al credito.

In Piemonte gli operatori attendono – entro fine marzo – l'esito del lavoro dell'advisor messo all'opera dalla regione per definire un nuovo piano strategico e i conseguenti scenari operativi per rafforzare il sistema. «Il 2011 sarà un anno difficile – rileva Andrea Giotti, direttore di Eurofidi, il consorzio che lo scorso anno ha prestato 1,7 miliardi di garanzie, attivo principalmente in Piemonte – perché verranno a galla insolvenze e partite incagliate». Gli fa eco Ferruccio Vannucci, direttore generale di Artigiancredito toscano: «Dal 2008 al 2010 abbiamo registrato un +50% di sofferenze, passando da 10 a 15 milioni e quest'anno le prospettive non sono rosee. Senza contare che la regione ha concentrato i fondi sulla propria finanziaria, concorrente diretta dei confidi». Anche in Veneto si segnala un rischio sovrapposizione tra i vari soggetti attivi nella filiera del credito. Ma non solo. «I tagli di bilancio – sottolinea Luciano Sassetto, direttore di Artigianfidi Vicenza – ci penalizzano pesantemente tanto da farci pensare a un riposizionamento di mercato, aumentando il costo della garanzia o applicando criteri di selezione più rigidi».

C'è attesa anche in Lombardia per il destino di Confiducia, lo strumento finanziato da Regione e Camere di commercio che ha rafforzato lo scorso anno le garanzie dei confidi e sta per esaurire l'operatività. «Tra le imprese c'è forte preoccupazione – lamenta Ambra Redaelli, presidente della piccola industria di Confindustria Lombardia -: chiediamo segnali concreti da parte della regione». Dall'assessorato all'Industria risponde il vicepresidente Andrea Gibelli: «L'accordo di programma è stato confermato, a breve decideremo le condizioni tecniche operative».

In Puglia invece prosegue il piano triennale di sostegno ai consorzi con più di 3mila soci o con oltre 10 milioni di euro di operazioni in corso. Degli otto confidi ammessi al bando da 50 milioni si può controllare in tempo reale l'operatività collegandosi al sito dell'assessorato allo sviluppo: a oggi sono state erogate garanzie per circa 287 milioni, per un totale di 1.817 pratiche.

Sul tema della patrimonializzazione, poi, si è aperto di recente un tavolo che ha chiamato all'appello tutte le regioni. «L'obiettivo – spiega Giovanni Da Pozzo, presidente di Assoconfidi – è individuare le migliori soluzioni strategiche e tecniche per l'erogazione dei contributi pubblici: il rischio è infatti quello di non poter conteggiare nel patrimonio di vigilanza dei confidi le somme erogate dagli enti pubblici». Il confronto è aperto anche con il Governo: «Siamo in attesa dei nuovi criteri di accreditamento dei confidi – conclude Da Pozzo – al fondo centrale di garanzia che velocizzeranno l'accesso allo strumento da parte delle nostre strutture».

 

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