Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Stretta dei fondi sulla lista Parmalat

di Antonella Olivieri

Inizia il conto alla rovescia, densa di attese, per la presentazione delle liste dei consiglieri che guideranno Parmalat nel prossimo triennio. La scadenza è fissata per il 18 marzo e, a questo punto, è probabile che si sfrutterà tutto il residuo tempo possibile per gli ultimi aggiustamenti. I nomi dei "papabili" per la lista dei fondi Zenit, MacKenzie e Skagen, che hanno riunito in un patto il 15,3% in vista dell'assemblea del 14 aprile sono filtrati mercoledì, ma sono possibili ancora cambiamenti. Ad ogni modo, nell'elenco dei disponibili alla candidatura per il board compaiono, oltre a Rainer Masera, indicato come presidente, e a Massimo Rossi, candidato al posto di Enrico Bondi come a.d. pro-tempore, anche Dario Trevisan, l'avvocato che rappresenta tradizionalmente i fondi esteri nelle assemblee di Collecchio, l'ex presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo Enrico Salza, Joan Priem, ex-consigliere dell'azienda olandese Friesland Campina, Luca Caruso, partner di Bain Company, e Marco Pinciroli. Sulla carta i tre fondi pattisti dovrebbero avere la maggioranza in assemblea: se eletto Rossi riceverà il mandato di individuare il futuro amministratore delegato di Parmalat.

Nel frattempo si cerca di capire quale sorpresa abbia in serbo l'amministratore delegato Enrico Bondi, che i fondi vorrebbero sostituire con un manager più disposto a dialogare con i soci finanziari del gruppo per iniziative che "creino valore". L'obiettivo dichiarato è quello di promuovere acquisizioni mirate che favoriscano la crescita di ricavi e utili, ma non è da escludere che si presenti la tentazione di uno "spezzatino" del gruppo che avrebbe il merito, in ottica finanziaria, di sprigionare un guadagno in tempi più rapidi di quelli consentiti da una pura logica industriale.

A riguardo di ipotesi di m&a ieri si è presentata, come previsto, una delegazione di Lacteos per prendere contatti con la compagine dei fondi in pole position per esprimere il ricambio del board Parmalat. I brasiliani hanno incontrato uno dei legali dei tre fondi pattisti, Bruno Cova, e l'advisor Lazard, ma non i fondi direttamente, nè i candidati consiglieri, nè tantomeno Bondi o il suo legale. L'obiettivo della trasferta è semplicemente quello di presentare il gruppo brasiliano in vista della possibilità di una futura collaborazione che Lacteos ha allo studio, se otterrà il consenso necessario, sotto forma di un'offerta di scambio azioniaria per allargare il perimetro internazionale del gruppo con focus sull'America latina. Dalla fusione nascerebbe un gruppo con un azionariato diffuso per il 20% in mani brasiliane, ma l'offerta non è ancora entrata in fase operativa. Lo sarà, se tutto si incastrerà, per la prossima estate.

A quel che risulta dal versante di Bondi ci sarebbe molta cautela sulla proposta che viene da un gruppo che Parmalat conosce bene, dal momento che Lacteos è la concessionaria dei suoi marchi in Brasile. Intanto l'ad-commissario mercoledì ha fatto visita al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. No comment su tutta la linea da Bondi.

Infine sulla questione ha preso posizione Luca Cordero di Montezemolo che con l'operatore di private equity di famiglia, il fondo Charme, aveva considerato un investimento in Parmalat per poi, in questa fase, rinunciare. «Nel caso Parmalat penso si veda la difficoltà di questo paese, a cominciare dalla politica e dal Governo ma non solo, di fare squadra», ha osservato Montezemolo. «Sarebbe un peccato – ha aggiunto – se un marchio di questa importanza se ne andasse all'estero senza fare veri sforzi veri da parte di tutti per tenere in Italia marchi, attività e occupazione». «E questo – ha sottolineato – fa un po' parte di una mancanza di disegno strategico, che possiamo chiamare politica industriale».

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa