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Stretta Consob sugli accordi segreti Bpm

di Federico De Rosa

MILANO — La Consob non molla la presa e torna alla carica su Bpm. Ieri la commissione di vigilanza ha chiesto nuovamente a Piazza Meda di chiarire se l'accordo segreto per pilotare le promozioni, firmato dagli Amici della Bipiemme e dai sindacati interni, ha effettivamente prodotto avanzamenti di carriera. Martedì scorso il board di Bpm aveva dato evidenza delle risultanze dell'indagine interna sulle promozioni degli ultimi cinque anni. Ma gli uffici di Giuseppe Vegas hanno ritenuto che non fosse sufficiente a chiarire fino in fondo la questione. La commissione avrebbe chiesto anche di spiegare in assemblea se con la svolta del duale e la nomina del nuovo consiglio di sorveglianza il piano industriale resta confermato. E quindi anche l'aumento di capitale da 800 milioni.
Gli uffici di Vegas stanno lavorando a tutto campo e in costante contatto con la Banca d'Italia. Ieri ci sarebbe stata una riunione congiunta che dovrebbe proseguire oggi e servirà probabilmente a fare chiarezza su alcuni punti in vista dell'assemblea. Non solo quello relativo alle carriere pilotate ma anche gli eventuali collegamenti tra le liste per il consiglio di sorveglianza. Ieri in Consob è stato convocato il candidato degli Amici alla presidenza di Bpm, Filippo Annunziata, dopo che mercoledì era toccato al rivale Marcello Messori, capolista di Fiba e Fabi. Le due audizioni sarebbero servite a chiarire meglio i contorni delle due candidature. Nel caso di Annunziata per accertare se esiste una contiguità tra gli Amici e la Investindustrial di Andrea Bonomi, mentre per Messori la questione ruoterebbe attorno alla lista presentata dai fondi attraverso Assogestioni, di cui in passato è stato presidente. In una nota Bonomi ha ribadito ieri che «non esiste alcun accordo».
Intanto oggi si conclude il roadshow dei candidati. Gli Amici incontreranno i soci alla Società del Giardino, il più antico circolo di Milano. Fiba-Fabi invece hanno dato appuntamento in Piazza Affari dove ci sarà il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Una presenza «pesante» alla luce dello scontro che si è consumato tra i sindacati interni e le sigle nazionali dei bancari sugli assetti futuri di Bpm e sul ruolo dei rappresentanti dei lavoratori, che finora hanno fatto il bello e il cattivo tempo in Piazza Meda. Fabi e Fiba hanno preso le distanze commissariando le loro rappresentanze interne, mentre Uilca e Fisac hanno rinnovato il loro appoggio agli Amici candidando cinque attuali consiglieri e lanciando il direttore generale di Bpm Enzo Chiesa per il ruolo di consigliere delegato. Che Fabi e Fiba vorrebbero invece assegnare a Matteo Arpe, il quale sabato è atteso all'assemblea.
Da chiarire c'è anche il nodo delle deleghe: il vecchio statuto ne prevede tre e quello nuovo cinque. Nell'avviso di convocazione dell'assemblea Bpm ha scritto che «saranno considerate valide ai fini dell'intervento in Assemblea solo le deleghe consegnate da ciascun partecipante all'atto della prima registrazione del proprio ingresso» e, fintanto che non sarà approvata la nuova governance, quelle ammesse sono tre. Ma su questo punto potrebbero esserci contestazioni.

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