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Stretta Bankitalia sul sistema Bcc

Le Bcc più deboli si devono fondere con altre Bcc, mentre tutte le altre devono allinearsi «al più presto» alle linee guida in arrivo dalle due capogruppo, Iccrea e Cassa Centrale Banca. Firmato: Banca d’Italia.
È un vero e proprio “diktat”, quello inviato in questi giorni da Via Nazionale alle circa 260 banche di credito cooperativo italiane. Troppi i tentativi dei piccoli istituti di “svincolarsi” dalle indicazioni in arrivo dai gruppi madre. Troppo scarsa la collaborazione da parte della Bcc nel fornire tutte le informazioni necessarie alle capogruppo. Soprattutto in una fase, come quella attuale, in cui la costituzione dei due gruppi cooperativi (che saranno direttamente supervisionati dalla Bce dopo la verifica dell’Aqr e degli stress test) non è ancora realtà, visto che il traguardo è fissato per il prossimo anno.
E così, in un contesto normativo di passaggio, Banca d’Italia ha preso carta e penna. E tramite le singole filiali regionali sta distribuendo a tutte le Bcc italiane un decalogo a cui è «opportuno» che le banche si adeguino.
Il documento, visionato da Il Sole 24Ore, chiede anzitutto uno «stretto coordinamento» con le future capogruppo. In particolare nella strategia di gestione dei crediti deteriorati, che dovrà essere coerente con le linee guida sugli Npl definite con la Bce e comprensiva di un piano di riduzione «ambizioso e realistico» nel corso dei prossimi anni. Banca d’Italia chiede anche che le banche si adeguino al «più presto» alle linee che ciascuna futura capogruppo definirà nelle diverse materie, dalla razionalizzazione della rete distributiva al contenimento dei costi, dai processi creditizi ai sistemi di controllo interno.
Il richiamo riguarda anche i sistemi informatici. Perché le Bcc si dovranno adoperare «attivamente» per consentire al nascente gruppo cooperativo l’adozione di un unico sistema It., e nel «minore tempo possibile». Solo così, infatti, sarà possibile per le capogruppo avere tutte le informazioni necessarie interne alle Bcc e varare le necessarie contromisure.
Palazzo Koch guarda soprattutto in prospettiva, all’anno prossimo, quando Iccrea e Cassa Centrale Banca dovranno essere sottoposte al Comprehensive Assessment della Bce, formato dalla verifica degli attivi (Asset quality review) e dagli stress test. In questo senso, le Bcc dovranno «assicurare al più presto» una serie di garanzie: tra queste la «completezza documentale e informativa» delle pratiche di fido, nonché la loro «corretta» classificazione; l’aggiornamento delle perizie relative alle garanzie immobiliari; l’avvio «tempestivo» delle azioni di recupero dei crediti deteriorati; un’«aggiornata» verifica della loro «corretta» classificazione e una valutazione del grado di irrecuperabilità. Infine, alle Bcc è richiesta una «stretta cooperazione» con le capogruppo al fine di produrre in «tempi rapidi» i “loan tape” armonizzati contenenti i dati relativi agli Npl. In ultimo, l’attenzione si focalizza anche sull’esposizione al rischio sovrano dei singoli gruppi. Un tema su cui i regulator sembrano aver raggiunto un accordo, la scorsa settimana, nell’ambito della revisione delle regole di Basilea 3, rimandando eventuali decisioni a tempi futuri. Tuttavia, sul tema Bankitalia non vuole perdere tempo. E chiede che le Bcc si «raccordino» con le future capogruppo, valutando i «potenziali impatti» sul capitale generati dagli stress test.
La lettera di Via Nazionale si conclude infine con un richiamo alle Bcc più deboli, quelle che presentano «significative aree di debolezza». Le quali devono procedere «con il supporto delle future capogruppo», ad operazioni di «aggregazione con altre Bcc». In questo ambito, le future capogruppo o le Bcc aderenti al gruppo potranno sottoscrivere passività subordinate, che siano «funzionali a supportare i progetti di aggregazione».
Il richiamo interessa da vicino una decina di piccole Bcc, che sono già sotto la stretta marcatura delle singole capogruppo. Bcc che ora, alla luce del pressing di Bankitalia, avranno meno spazio per rimandare le (inevitabili) fusioni.

Luca Davi

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