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Stretta antiriciclaggio al leasing

di Luciano De Angelis e Christina Feriozzi

Fari puntati sui contratti di leasing incoerenti con le attività svolte o in cui si denunci il furto dei beni. Nel mirino antiriciclaggio le truffe a danno del sistema bancario e finanziario mediante l'impiego di contratti di leasing le cui modalità procedurali impiegate sono rese note dalla Uif e sottoposte ad allerta antiriciclaggio, ai fini della segnalazione di operazione sospetta.

Ciò mediante le indicazioni contenute nella comunicazione prot.0037575/11 del 17/1/2011, con la quale si forniscono gli: Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell'art. 6, co.7, lett. b), del dlgs n. 231/2001.

Nel mirino i contratti di leasing

Affiora nel sistema economico l'operatività connessa con il rischio di frodi nell'attività di leasing. A preoccupare sono: le richieste di finanziamento mediante la stipula di contratti di leasing di beni strumentali, incoerenti con le attività svolte; i cespiti rivelatisi inesistenti o denunciati come oggetto di furto, nel quale ricorra sempre la medesima società fornitrice: le società coinvolte nella truffa con la medesima sede legale o amministratore unico o socio in comune. Sono questi alcuni tratti salienti delle condotte adottate da talune aziende per realizzare truffe per mezzo dei contratti di leasing, che la Banca d'Italia si propone di sventare allertando gli operatori finanziari sulle caratteristiche comuni dei comportamenti riscontrati.

Benché, rileva la Uif, le caratteristiche tipiche del citato contratto contribuirebbero a ridurre il rischio che tale operazione di finanziamento sia impiegata quale strumento di riciclaggio di denaro di provenienza illecita, anche in coerenza con le previsioni della direttiva 2006/70/CE che ricomprende i contratti di leasing fra le casistiche a basso rischio di riciclaggio, sono stati riscontrati, nella pratica, fenomeni criminosi in tal senso, da parte di soggetti utilizzatori dei beni concessi in leasing o di fornitori degli stessi. Tali pratiche frodatorie erano già state rilevate nell'ambito dell'attività di vigilanza dalla Banca d'Italia che prontamente le segnalava con la comunicazione n, 1009226 del 17/10/07. Ora, con lo scopo di agevolare il corretto adempimento degli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette, la Uif, fornisce agli operatori lo schema che descrive le possibili anomalie relative all'operatività connessa ai contratti di leasing. Tale allegato, elaborato sulla base dell'analisi finanziaria svolta su operazioni segnalate per il sospetto di condotte illecite, non ha carattere esaustivo dei comportamenti riscontrabili. Pertanto, si raccomanda nella circolare, non è necessario, ai fini della segnalazione, che ricorrano tutti i comportamenti ed altresì la mera ricorrenza di alcuni soltanto non è motivo di per sé sufficiente per la segnalazione.

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