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Stress test

Sono iniziati a gennaio e sono finiti a fine settembre. Gli esami della Bce alle maggiori 130 banche europee hanno lasciato sul terreno tanti dati a disposizione degli investitori, alcune certezze e una serie di interrogativi. Il primo riguarda il confronto fra le banche italiane e quelle degli altri Paesi dell’Eurozona che porta con sé anche la riflessione sulla differenza tra le economie in un quadro comunque di crescita rallentata se non inesistente. Ma c’è anche quello sul credito, sull’effetto che la trasparenza sui bilanci bancari, determinata dagli esami della Bce potrà avere sulla ripresa dei prestiti a famiglie e imprese, finora penalizzati dall’esigenza delle banche di canalizzare le loro risorse nel rafforzamento del capitale e di mantenere i più alti parametri di adeguatezza richiesti. A Francoforte sono convinti che a breve ci sarà un aumento del credito, anche se il motore fondamentale non potrà che essere la ripresa degli investimenti. Ci sono scadenze che attendono le banche, sia quelle che dovranno presentare a Francoforte il piano di recupero delle carenze di capitale segnalate dagli stress test, sia tutte le altre, invitate a più riprese dai responsabili della Banca d’Italia — e l’intervento del governatore Ignazio Visco alla giornata del risparmio venerdì prossimo potrà essere un occasione per ribadirlo — a recuperare redditività ed efficienza. Per i correntisti e i risparmiatori, il lungo giorno degli stress test non avrà effetti: le banche sono tutte solide e hanno capitali sufficienti per affrontare anche periodi di crisi fatti salvi gli scenari estremi di collasso dell’economia, immaginati dalla Bce, che trascinerebbero nel baratro tutti. Semmai i risultati della verifica di Francoforte potranno cambiare le strategie degli istituti di credito, che dovranno fra l’altro confrontarsi con una Vigilanza che dal 4 novembre farà capo al nuovo Meccanismo di supervisione dell’Eurotower. Potrebbe profilarsi l’avvio di un nuovo risiko a livello europeo dove la capacità di acquisire e guidare le eventuali fusioni dipenderà dall’ammontare delle eccedenze di capitale. Intanto l’interrogativo più immediato è quello sui mercati, sulla reazione degli investitori.
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