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Stress test per i nuovi gruppi cooperativi a settembre 2018

La Banca centrale europea e la Banca d’Italia hanno fissato la partenza del comprehensive assessment (Aqr più stress test) dei nuovi gruppi cooperativi per la seconda metà del 2018. L’esame sulla solidità dell’attivo patrimoniale e sulla qualità dei crediti del sistema si svolgerà tra il terzo e il quarto trimestre del prossimo anno (presumibilmente a partire da settembre) e dunque dopo l’approvazione dei bilanci 2017. L’indagine statistica su base documentale (ovvero le pratiche sui crediti) sarà condotta in modo capillare, sia sulle capogruppo che sulle singole Bcc, e la Banca d’Italia dovrà avvalersi di consulenti per coprire fisicamente la rete delle 300 banche del credito cooperativo. Le modalità dell’esame, che il sistema del credito cooperativo dovrà sostenere per ottenere l’abilitazione dei nuovi gruppi da parte della Bce, sono state rese note ieri da esponenti di via Nazionale e della vigilanza europea in occasione dell’evento organizzato da Iccrea a Milano per fare il punto con le banche aderenti sullo stato dell’arte della costituzione del nuovo gruppo.
Tra le novità emerse c’è la quantificazione degli Npl che la nuova realtà bancaria targata Iccrea si troverà in pancia come aggregato. «A giugno 2017 i crediti deteriorati netti complessivi erano pari a 9,7 miliardi di euro, di cui 4,3 miliardi di sofferenze, 4,7 miliardi di inadempienze probabili e 0,7 miliardi di crediti scaduti e deteriorati. Il tasso di copertura medio è pari al 46 per cento» ha rivelato ieri il direttore generale di Icrrea, Leonardo Rubattu. Il rapporto tra sofferenze nette e impieghi totali, pari a 82 miliardi, si attesta all’11,9 per cento. «Solo il 2% dei 154 istituti che hanno aderito, ovvero tre banche, hanno uno score preoccupante, da semaforo rosso», ha aggiunto Rubattu. Nonostante ciò, ieri gli esponenti della Banca d’Italia hanno sollecitato le Bcc ad accelerare ulteriormente la pulizia dei bilanci, aumentando la copertura sui crediti problematici, approfittando dell’esercizio 2017 per scaricare tutti gli oneri. Dunque prima che sia eseguito il comprehensive assessment.
Il nuovo gruppo nascerà con 148 miliardi di attivi e un patrimonio 12 miliardi. Ieri il presidente Giulio Magagni si è soffermato sulla moral suasion della vigilanza affinchè il gruppo si doti di vertice forte, con un ad o un dg ai quali siano attribuiti pieni poteri (un assetto di governance che non coincide con quello previsto nel nuovo statuto della capogruppo), puntando su profili professionali con standing internazionale anche esterni al sistema.
«Non è positivo che qualcuno dall’esterno decida chi sia la nostra guida, anche perchè sinora il sistema cooperativo non ha fatto danni a questo paese e anzi ha contribuito con 500 milioni di euro a salvare altri istituti – ha detto -. Non capisco perchè il credito cooperativo non possa avere persone qualificate al proprio interno per guidare questo gruppo e quindi andiamo avanti per il nostro percorso».

Laura Serafini

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