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Stress test, Mps sbanda in Borsa

I vertici di Mps e delle altre banche europee coinvolte nell’esame di Francoforte hanno incontrato nelle scorse settimane gli ispettori Bce per un’indicazione preliminare e provvisoria relativa ai risvolti delle analisi in atto dei bilanci.
I risultati definitivi degli esiti dell’Asset quality review e degli stress test saranno invece comunicati alle banche nella serata di giovedì 23 ottobre, per essere ufficializzati al mercato domenica alle 12. Ecco perchè nella nota Mps ha aggiunto che «qualsiasi dato allo stato non può che risultare parziale e preliminare». Secondo le indiscrezioni di stampa, se lo shortfall indicato da Francoforte dovesse essere intorno ai 500 milioni la banca potrebbe evitare di dover ricorrere a un nuovo aumento di capitale dopo averne già realizzato uno da 5 miliardi di euro a giugno; se invece dovesse essere superiore allora potrebbe essere necessaria una nuova ricapitalizzazione.
A Siena c’è insomma aria d’attesa. Eventuali informative al Consiglio di amministrazione potrebbero essere fornite domenica, data in cui, secondo alcune indiscrezioni non confermate dalla banca, potrebbe essere anticipata una riunione straordinaria del board che ad oggi risulta essere in programma per martedì 28. Non è escluso tuttavia che la banca scelga di anticipare ulteriormente eventuali incontri anche all’indomani della comunicazione dell’Eurotower, quindi già venerdì o sabato.
Va detto peraltro che da tempo sulla banca italiana si affollano voci su un possibile esito negativo degli esami dell’Eurotower. In una settimana, i timori degli investitori sul comprehensive assessment sono costati al titolo una perdita del 16%: il prezzo è passato da 1 euro a circa 0,84 euro. In un mese, Mps ha lasciato sul terreno il 18,42% contro il -10,3% del Ftse All Share. Sul titolo si muovono anche i fondi speculativi: risale a giovedì 16 l’apertura di una posizione netta corta sullo 0,61% del capitale da parte di Odey Asset Management.
Se dallo stress test della Bce dovesse emergere un deficit di importo superiore al miliardo di euro, spiegano gli analisti di Equita, «l’unica alternativa all’aumento di capitale sarebbe l’emissione di un bond additional Tier 1». Se invece il deficit di capitale si aggirasse tra i 500 e i 750 milioni, e quindi fosse più contenuto, alla banca potrebbero bastare «le cessioni di asset (specie la joint-venture assicurativa) al prezzo di un impatto significativo sugli utili, circa il 30% in meno».
Sempre gli analisti di Equita ipotizzano che nelle loro simulazioni Monte dei Paschi superi sia l’Asset quality review (con un impatto di 3,1 miliardi e un Cet 1 ratio al 9,7% contro un requisito minimo pari all’8%) sia lo stress test, con un impatto di 2,22 miliardi e un Cet 1 ratio a 7% contro un minimo del 5,5%. «Viste tuttavia alcune criticità strutturali – conclude Equita – Mps è una delle banche che presenta un execution risk superiore alla media».
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