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Stress-test, Consob in campo: rischio-indiscrezioni in Borsa

La revisione degli attivi delle banche della zona euro (Aqr) e i paralleli stress test sulla tenuta in caso di choc degli istituti non non sta ponendo problemi solo ai 128 gruppi bancari europei sotto esame, ma anche alle authority dei singoli paesi. Tanto che la European securities and markets authority /Esma) ha avviato un’attività di coordinamento delle autorità di controllo dei mercati locali affinché ci sia una linea comuni da seguire nell’eventualità che si diffondano «leakages», indiscrezioni, prima della comunicazione ufficiale dei risultati. L’Esma ha inviato alle singole authority una lettera con indicazioni a riguardo.
Esiste, infatti, la possibilità che arrivino sul mercato rumours relativi alle singole banche, che possono avere un impatto diretto sull’andamento dei titoli in Borsa. In questo caso le authority nazionali, in Italia la Consob, sono tenute a richiedere agli istituti una comunicazione al mercato, avendo come missione innanzitutto la stabilità dei mercati. Se le banche, però, non avranno ancora ricevuto comunicazione ufficiale da Bce e Eba non potranno farne comunicazione, a loro volta, al mercato.
Questa eventualità è stata presa in esame dall’Esma e la procedura comunicata prevede che se «l’istituzione creditizia non è a conoscenza delle informazioni oggetto del rumour, e risulta opportuno che la natura precisa e accurata delle stesse le sia comunicata dalla Bce o dal National Banking Supervisor (in Italia Banca d’Italia), affinché essa possa svolgere le proprie valutazioni in merito a un’eventuale comunicazione al pubblico», si legge nella comunicazione interna alla Consob.
In altre parole, se l’istituto non ha informazioni ufficiali si dovrà rivolgere a Banca d’Italia e quest’ultima a sua volta alla Bce per ottenerle. D’altra parte la Consob può agire solo con richieste alle singole banche e non può, invece, rivolgersi direttamente alla Bce per avere comunicazioni ufficiali al mercato.
In Italia, poi, è prevista, per i casi descritti, «una stretta cooperazione e scambio di informazioni tra la Banca d’Italia e la Consob» in modo da garantire «una corretta e tempestiva informazione del pubblico e la tutela dell’integrità dei mercati», continua la comunicazione della Consob, che potrebbe valutare anche di adottare soglie di oscillazioni più stringenti per intervenire nella sospensione dei titoli in Borsa.
Alle singole banche, poi, viene raccomandato che la comunicazione al mercato sia completa e di immediata comprensibilità. In particolar modo viene chiesto che «vengano richiamati e commentati puntualmente i dati del template della Bce, indicate tutte le eventuali azioni di rafforzamento patrimoniale già effettuate nel corso del 2014 nonché, per quanto possibile, le eventuali remedial action che dovranno essere poste in essere in caso di shortfall residuo di capitale». Infatti i test si basano sui dati al 2013 e in questi nove mesi le banche potrebbero già aver provveduto ad azioni di rafforzamento oppure potrebbero già aver individuato azioni future da mettere in atto. Azioni, che hanno l’obbligo, nel caso non passassero il test, di comunicare alla Bce entro due settimane. Ma il mercato ha tempi molto più stretti.

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